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Fiabe e altre magie: "Il grande cuore di Gibo"

Questa è una storia speciale che comincia sulle calde coste marine di Fiabilandia quando un bel giorno d’estate il mare decise di lasciare agli abitanti uno STRANO dono: un grande uovo ancora chiuso...

Tutti si chiedevano “Cosa ci farà questo grande uovo sulle nostre coste? Sarà un uovo di tartaruga o di dinosauro?”

La curiosità era tanta e tutti gli abitanti attesero impazienti che l’uovo si schiudesse. Passarono giorni e giorni, quando finalmente notarono delle piccole crepe che disegnavano l’uovo misterioso... il momento tanto atteso era arrivato!

Tutti gli animali del bosco si erano radunati in cerchio lasciando l’uovo nel mezzo con il fiato sospeso e gli occhi spalancati… all’improvviso l’uovo si schiuse. Cosa saltò fuori? Di quale animaletto si trattava? Beh! Amici cari, nessuno lo capì. Si trattava di un buffo e strano animaletto, alto non più di un metro, due dolcissimi occhi a palla, neri e profondi, le orecchie ricordavano quelle di un cane, un delizioso musetto, due grandi ali, troppo grandi per un esserino come lui, ed una lunga coda. Potete immaginare la reazione... davanti a quale strano animale si trovavano? Si guardavano l’un l’altro sbigottiti. Ad un certo punto il misterioso ospite fece un passo avanti e disse:

 “Salve, io sono Gibo, piacere di fare la vostra conoscenza!” 

Ma la reazione degli abitanti non fu delle più belle purtroppo... ignorarono Gibo, solo perché apparentemente “diverso” da loro, e non fu minimamente considerato, rimase solo. Il tempo passò ma la situazione rimase la stessa. E di questo il nostro piccolo amico soffriva, non comprendendo i motivi e le ragioni di tanto rifiuto mascherato da indifferenza.

Ma tutto stava per cambiare. In realtà era un vero e proprio miracolo, un dono concesso dal mare agli abitanti di Fiabilandia, ma non era stato riconosciuto. Il mare rimase a guardare il corso degli eventi, fino a quando decise di intervenire e, in un bel giorno, caldo d’estate, all’improvviso il cielo si oscurò, si aggiunse un vento minaccioso ed il mare diventò scuro e pauroso, si gonfiò, talmente tanto da mettere in pericolo la stessa Fiabilandia. Gibo, che ormai viveva in tutta solitudine in riva al mare, fu il primo ad accorgersi ed intuire il pericolo. E senza alcun indugio, di corsa raggiunse il bosco, allertando i suoi abitanti, gli stessi che lo avevano ingiustamente allontanato, i quali, a questo punto, indifesi davanti alla maestosità e alla forza del mare, erano tutti li, non sapendo cosa fare, vicino a Gibo. Il nostro piccolo amico ebbe poi un’intuizione: costruire un muro, altissimo, tanto da impedire al mare, così arrabbiato, di distruggere il bosco, le abitazioni, Fiabilandia tutta. Ma il tempo a disposizione non era tanto, c’era bisogno della collaborazione di tutti. Così fu. Gli abitanti procurarono dei grossi macigni e Gibo preparava l’alto muro, aiutandosi con le sue grandi ali. Nessun altro sarebbe riuscito in quel difficile compito, il muro era davvero altissimo! 

 

 L’idea di Gibo era stata vincente! 


Poco alla volta il mare calmò la sua rabbia e il sereno fece ritorno, Fiabilandia salva
. Finita la bufera, Gibo, non aspettandosi nulla, s’incamminò senza dire una parola, verso la sua capanna, in tutta solitudine. Gli abitanti del bosco davanti a tanta umiltà, furono commossi e gli corsero dietro abbracciandolo, ringraziandolo e porgendo le scuse più sentite, quelle che provengono dal cuore, a Gibo, che li aveva salvati, non solo dalla bufera, ma da quello stupido sentimento di “paura e di ignoranza” , verso ciò che non si conosce, e non ci appartiene. Gibo aveva insegnato loro questo! A non fermarsi alle apparenze, di conoscere prima di giudicare. Di accogliere il prossimo. 

a cura di Marianna De Luca
educatrice scuola materna e elementari

Illustrazioni di Lucia Zerbinati
counselor relazionale, illustratrice di favole per bambini 

 

 

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