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Non solo Longhena, al Porto Saragozza ogni scuola vale...

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Parola del presidente Lorenzo Cipriani: entro la fine del mandato inaugureremo il nuovo Polo Carracci di via della Battaglia.

Classe 1980, Lorenzo Cipriani è il più giovane presidente di quartiere della città. Al Porto-Saragozza si sta scommettendo su socialità e patti di collaborazione. Con le Scuole Longhena come fiore all’occhiello, vanta una tradizione scolastica eccellente: dalle De Amicis alle Manzolini, passando per le Armandi Avogli, le Guidi e le XXI aprile. Non solo outdoor, la regola è il costante dialogo con le realtà del territorio.

Presidente, quali le caratteristiche del nuovo Quartiere Porto-Saragozza?

«Con quasi 70mila residenti, il quartiere ha superato il Navile. Sul totale, 22mila sono over 65, spesso soli, mentre gli under 14 sono meno di 7500. La complessità sta nel proporre politiche che tengano conto di questo aspetto demografico. Abbiamo, però, un grande capitale sociale, valore aggiunto su cui investire».

Il dialogo fra anziani e nuove generazioni potrebbe essere una chiave per politiche virtuose? «L’aspetto intergenerazionale è fondamentale per spingere le persone ad uscire di casa. Ci sono cinque centri sociali, ma non sono percepiti come punti di riferimento. Come è successo al Giardino Lorusso durante la bella stagione con il cartellone Estiamo insieme, abbiamo proposto ai cittadini nuove opportunità di socializzazione, coinvolgendo le associazioni e mettendo a disposizione spazi e competenze».

Tra i genitori c’è una vera Longhena mania. Eppure nel quartiere sono tante le scuole eccellenti. Ne cantiamo le lodi? «Longhena è una realtà con un progetto innovativo indiscutibile. Sarebbe bello, però, che le famiglie vivessero la scelta con più serenità: non essere presi a Longhena non vuol dire finire in una scuola di serie B. L’educazione all’aperto è un must ovunque e la proposta formativa è di qualità. Due esempi: alle Bombicci, dove fu allievo il figlio dell’allenatore Árpád Weisz, è stato realizzato un murale dedicato a Irma Bandiera; alle Gandino-Guidi si sta lavorando per la valorizzazione del giardino di via Graziano (dove c’è stato un problema di baby gang) in collaborazione con la Fortitudo. Infine, un annuncio: sono arrivati i fondi del Miur e, finalmente, il Polo Carracci verrà riqualificato».

Quali sono i luoghi in cui una famiglia dovrebbe portare i figli? «Il quartiere è ricco di luoghi da vivere: biblioteche, musei, centri sociali, lo stadio e il Paladozza. Poi i parchi: l’11 settembre, i giardini Francesco Lorusso e Graziella Fava, il Velodromo, Villa Spada. E la rinata piazza San Francesco, dove la semipedonalizzazione ha ridotto il traffico dell’80 %».

Lo spazio Bibliò di via de’ Crescenzi è un piccolo gioiello. Non pensa sia da valorizzare? «È un servizio storico: contribuisce a promuovere la lettura e a far comprendere, con letture animate e laboratori creativi anche in collaborazione con la biblioteca Borges, l’importanza di leggere ad alta voce. Per le famiglie è un luogo fondamentale. Mi impegno in prima persona affinché sia protagonista di futuri patti di collaborazione per ampliare l’offerta di libri all’utenza»

Tra le tappe preferite di giovani e famiglie c’è il Mercato delle Erbe. Come conciliare le esigenze dei residenti con quelle degli avventori? «Prima della riqualificazione, via Belvedere aveva problemi di criminalità e spaccio. Il mercato è stato ripopolato di produttori e son tornate le persone. Il diritto al riposo è sacrosanto, ma il problema sono gli assembramenti in strada non i locali. Con gli esercenti tentiamo modalità virtuose di convivenza».

Bambini e Genitori è arrivato sul territorio già da anni e con il progetto sociale Facciamo Scuola insieme regala attività didattiche integrative d'eccellenza alle scuole. Cosa pensa dell’iniziativa? «È un’ottima iniziativa. Laddove ci saranno momenti di collaborazione, nel rispetto delle competenze dei dirigenti scolastici, cercheremo di incentivarli».

a cura di Alessandra Testa
giornalista, direttrice responsabile Rivista

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