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Marilena Pillati ci racconta la sua buona scuola: “lavoro per il benessere di bimbi e adolescenti”

Marilena Pillati.jpgRafforzare i servizi per i bambini fino a 6 anni e lo sviluppo di un piano per l’adolescenza. Ecco gli obiettivi a cui tiene di più Marilena Pillati, assessora all’educazione, scuola, adolescenti,

giovani e politiche per la famiglia del Comune di Bologna.

«I servizi 0/6 sono importanti perché sono uno strumento di lotta alle disuguaglianze e di integrazione culturale e sociale, ma è altrettanto importante – annuncia – rafforzare l’impegno a favore dell’adolescenza per promuovere il benessere dei ragazzi e sostenere le competenze educative degli adulti».

Bologna si definisce città dei bambini e delle bambine. Come state utilizzando i fondi della riforma Zerosei?

«Le risorse devono essere destinate ad ampliare e qualificare il sistema integrato dei servizi. Tra le priorità della Regione, oltre a formazione del personale e coordinamento pedagogico, vi sono la riduzione delle liste di attesa e dei costi per le famiglie. Il nuovo sistema di convenzioni con i privati consentirà di aumentare la disponibilità di posti e differenziare le rette in base all’Isee».

Sono stati fissati nuovi criteri per l’ammissione ai nidi e approvata una riduzione delle tariffe. Il sistema ora è più equo?

«Sì. In passato l’accesso al nido avveniva solo in base all’Isee e alla componente lavorativa dei genitori. Il nuovo sistema a punteggio fotografa meglio la situazione delle famiglie: abbiamo aggiunto condizione di studio e carichi familiari. La riduzione delle tariffe permetterà ai redditi medio-bassi di risparmiare fino a € 62 al mese».

È stato approvato un nuovo sistema di convenzione con le strutture private. In cosa consiste?

«Le tariffe saranno più eque e avremo oltre 500 posti a disposizione delle famiglie per ridurre la lista d’attesa. Grazie a un contributo di € 200 per ogni posto, riduciamo la tariffa massima dei nidi privati a € 700 (€ 770 per alcuni nidi). Le famiglie potranno richiedere ulteriori sconti da € 100 a € 440 al mese».

La nuova tariffa di frequenza alla materna è stata al centro di molte polemiche. Può spiegarla in parole semplici?

«Per le famiglie non cambierà nulla. Da settembre la tariffa per la refezione scolastica si chiamerà tariffa di frequenza e l’importo sarà lo stesso. Come oggi, non si pagherà in caso di assenza. Il pasto diventa parte integrante dell’offerta educativa e la diversa natura di quanto verrà corrisposto dalle famiglie consente al Comune di recuperare risorse di natura fiscale, già destinate al sostegno per i bambini disabili. La tariffa potrà poi essere inserita tra le spese straordinarie alle quali entrambi i genitori devono contribuire in caso di separazione e divorzio».

Le liste d’attesa alla materna sono la spina nel fianco degli uffici scuola. C’è in cantiere la costruzione di nuovi plessi o la copertura dei posti è affidata solo alle convenzioni coi privati?

«L’obiettivo “lista zero” è una priorità che siamo sempre riusciti a raggiungere, grazie alla creazione dal 2011 di oltre 900 nuovi posti di scuola d’infanzia comunale e statale, non con l’incremento di posti nella paritaria privata. Nel piano investimenti è prevista la costruzione di 5 nuovi poli scolastici, che comprendono 3 nuove scuole al Savena, Navile e San Donato-San Vitale».

Ci fa un bilancio delle assunzioni già fatte e ci annuncia quelle future?

«Dal 2014 sono 496 le assunzioni a tempo indeterminato tra insegnanti, educatori e collaboratori, a cui si aggiungeranno le 120 previste per settembre 2018.

Superare l’enorme componente di lavoro precario ereditata è stato possibile dando vita all’Istituzione Educazione e Scuola, che ci ha permesso di ampliare i margini assunzionali».

Come può la scuola favorire l’integrazione fra l’identità locale e la ricchezza multiculturale?

«La scuola deve promuovere la conoscenza e l’incontro tra le culture e fare delle differenze un’occasione di arricchimento e non di discriminazione. Deve “costruire ponti” e anche lo spazio dell’ora di religione può essere utilizzato a questo scopo».

Il nostro progetto sociale per sostenere la cultura dei bambini nelle scuole “Facciamo Scuola Insieme” sta preparando la terza edizione. Cosa ne pensa?

«La partecipazione delle famiglie e del territorio alla vita della scuola è un elemento molto importante, soprattutto in una realtà come la nostra in cui il rapporto scuola-territorio ha una tradizione che viene da lontano».

a cura di Alessandra Testa
giornalista, direttrice responsabile Rivista

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