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AIUTACI A METTERE "LE ALI" AI SOGNI DEI BAMBINI

Quali specialisti per noi e i nostri bambini?

Essere genitori oggi è molto complesso, viviamo in un mondo articolato che richiede competenze non necessarie ai genitori delle generazioni precedenti. Osho, il famoso maestro spirituale indiano scriveva: "I genitori dovrebbero essere consapevoli di come condizionano i loro figli. E ai bambini dovrebbe essere data la possibilità di sperimentare il bene e il male, così che possano decidere da soli. Lasciate che trovino la loro strada:

voi state soltanto molto attenti che non cadano in un  fosso! Non dite mai nulla ai vostri figli che non sia una vostra esperienza esistenziale. Accettate la vostra ignoranza, questo vi procurerà un maggior rispetto, più fiducia in ciò che siete. L’ego del genitore pretenderebbe di conoscere tutto!

Siate rispettosi nei confronti del bambino; i genitori si aspettano il rispetto dei figli, ma si dimenticano che è una cosa reciproca: rispetta i bambini e loro ti rispetteranno! Fidati dei bambini e loro si fideranno di te, allora sarà possibile una comunicazione."

Queste riflessioni di Osho sottolineano la complessità
della società in cui viviamo che mette a dura prova soprattutto i nostri bambini e i nostri figli adolescentiche spesso ci lanciano grida di aiuto così sottili (siano esse attive o passive), che diventano percettibili talvolta solo con l’aiuto di una bussola’.

Noi genitori, presi dal frastuono e dalla frenesia di questa società che ci vuole performanti in tutti gli ambiti, a volte non riusciamoad ascoltare il disagio dei nostri figli che, durante la crescita, mettono in atto vere e proprie azioni di ribellionea casa o scuola, nella totale incredulità nostra e degli insegnanti.

Comportamenti ostili, 
pipì a letto, disturbi dell’apprendimento, autolesionismo, disordini alimentari: la cronaca è piena di queste grida di doloreche bambini e adolescenti e ci lanciano durante la loro crescita, e che noi come genitori dobbiamo essere in grado di cogliere per dare loro il giusto sostegno, quindi sentiamo la necessità di ricevere un intervento professionale efficace per far fronte ai bisogni dei nostri figli, più tempestivo ed incisivo possibile. 

Pediatra, pedagogista, psicoterapeuta, neuropsichiatra infantile, coach, counselor relazionale e chi più ne ha più ne metta… come facciamo noi genitori ad orientarci correttamente fra tutti gli  specialisti per i nostri figli?

Come genitori è importante domandarsi sempre il perché di ciò che accade insieme ai figli,
per mettere a fuoco il problema il più approfonditamente possibile, senza colpevolizzare i nostri figli (o peggio ancora noi stessi), ma neanche minimizzare i loro comportamenti giustificandoli come lo sfogo di un momento’.

Altrettanto importante e prezioso, è il contributo degli insegnanti, da ascoltare con interesse e a mente aperta, senza per questo scadere in facili allarmismi anche a sfondo neuropsichiatrico.

La risoluzione delle difficoltà legate all’età evolutiva dipende molto dalla giusta scelta del professionista di aiuto a cui rivolgersi in caso di allarme, ed è quindi necessario per noi genitori sapersi orientare per affidarsi efficacemente alle figure professionali necessarie.

Meglio evitare il passaparola; non è detto che lo specialista che va bene per l’amico di nostro figlio che ha lo stesso comportamento, sia quello giusto anche per noi perchè sicuramente non corrisponde lo stesso disagio poichè non parte dalla stessa situazione famigliare e sociale.

Affidiamoci al pediatra o al nostro medico di medicina generale che con le proprie competenze mediche e la conoscenza approfondita del bambino e della nostra famiglia, saprà darci un quadro sanitario obiettivo, che tenga in considerazione patologie organiche o malattie ereditarie ed eventualmente inviarci dal giusto specialista per gli approfondimenti del caso, senza per questo farci venire l’ansia anzitempo che nostro figlio possa essere malato’. 

Qualsiasi malattia, se presa precocemente, è più controllabile e gestibile,
perciò non escludiamo a priori l’origine organica dei comportamenti dei nostri figli anche se adolescenti.

Il pediatra valuterà se orientare l’invio verso il neuropsichiatra infantile se si sospetta un disturbo afferente che possa aver necessità di cura anche farmacologica (ricordiamoci che solo i medici possono prescrivere farmaci). Il neuropsichiatra, a sua volta, farà una diagnosi in base alla quale disporre un eventuale percorso con un tecnico delle professioni sanitarie più adatte: il logopedista per i disturbi dell’apprendimento, lo psicomotricista per migliorare la gestione corporea. 

Escluse eventuali patologie mediche, si potrà valutare l’opportunità di una terapia psicologica, nel caso di sintomi da curare nella sfera affettiva e comportamentale, e in tal caso è bene chiedere informazioni sull’indirizzo psicoterapeutico da seguire.

In tutti i casi in cui non sia presente una diagnosi di malattia ma emerga una sofferenza nella persona, espressa all’ambiente circostante, di qualunque natura essa sia (negli apprendimenti, nella condotta, nell’espressività), l’approccio pedagogico lo potrà accompagnare nel percorso di esplorazione delle proprie risorse nascoste, che sono sempre tante e come i tesori più preziosi, richiedono un grande impegno per essere portati alla luce nei loro forzieri‚ ma i forzieri, una volta aperti, illumineranno una vita intera. E ne sarà valsa la pena.

Infine ricordiamo sempre che ogni intervento
superfluo sui nostri figli costituisce un rischio per l’autonomia individuale e per l’affermazione di sé e delle proprie capacità, maggiormente quando i nostri bambini stanno crescendo, i danni all’autostima non possono essere trascurati.  

Il primo interrogativo da porsi è quindi se la ricerca immediata dello specialista sia sempre necessaria per i nostri figli o forse più indicata per noi, per rafforzarci come genitori facendoci sostenere imparare meglio questo mestiere cosi difficile acquisendo quegli strumenti che ci permettano di relazionarci con loro in un ascolto attento e partecipatononostante la frenesia della nostra quotidianità, in uno sforzo proteso ad esserci’ nei loro piccoli bisogni e nei loro tempi lenti’ di tutti i giorni... 

Ricordiamoci che il coach, o il counselor relazionale in questi casi potrà essere la figura professionale più indicata per noi dalla quale partire, in questo caso il percorso intrapreso sarà finalizzato al benessere raggiunto grazie alla riscoperta delle abilità acquisite, della nostra unicità e della conoscenza più consapevole di noi stessi nel nostro ruolo di genitori.

a cura della redazione
con i nostri esperti dell'infanzia

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