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Il Savena, un quartiere laboratorio che scommette sulla partecipazione

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La presidente Marzia Benassi: tutti devono sentirsi protagonisti. Il curriculum di Marzia Benassi è la dimostrazione che lo sport è una scuola di impegno e di vita.

Cresciuta nel mondo dell’associazionismo sportivo e con un passato da coordinatrice dei centri estivi per ragazzi, la presidente Marzia Benassi punta tutto sul coinvolgimento dei cittadini nella vita della comunità. «La vera sfida – sottolinea – è quella di moltiplicare la voglia di partecipazione, per responsabilizzarli e renderli protagonisti».

Presidente, è al primo mandato. Che territorio ha trovato e qual è l’obiettivo a cui tiene di più? «Il Savena è un territorio ricco di realtà associative e cittadini con una particolare tensione civica e voglia di partecipazione. Il mio impegno è quello di incontrare più persone possibili. A tutti ho cercato di far comprendere l’importanza di fare rete: è fondamentale lavorare insieme per un progetto comune e condiviso».

Cosa crea il senso di comunità nelle nuove generazioni? «Alle nuove generazioni vanno offerte opportunità per tenere insieme storia e memoria. Conoscere ciò che è accaduto e quali sono i valori condivisi costituisce la precondizione per sentirsi soggetti attivi in una comunità. L’associazionismo sportivo rappresenta una straordinaria realtà per connettere tutto questo. È inclusione, mediazione sociale, scambio di culture. Lo sport aggrega. E i giovani sono una leva per immaginare il futuro. Per questo le istituzioni devono creare condizioni favorevoli, offrire opportunità e luoghi in cui possano esprimere la propria creatività».

Quali progetti a misura di famiglie può annunciare per gli anni a venire? «La recente riforma ha ridefinito il ruolo dei Quartieri attraverso il ridisegno complessivo del modello di welfare locale volto a delineare, da un lato, un’organizzazione più snella e razionale dei servizi, e, dall’altro, a dare impulso a nuove forme di democrazia urbana. La cura della comunità e del territorio richiede un assetto organizzativo che consenta di lavorare in un’ottica di trasversalità e multifunzionalità. Per concretizzarlo, è indispensabile costruire uno stile di vita che produca conoscenza e coscienza del territorio, come occasione di incontro fra persone per creare coesione sociale e risposta alle solitudini.

È nato così il ”Laboratorio di Quartiere”, uno strumento per attivare e gestire processi strutturati di mappatura, ascolto e consultazione, co-progettazione e animazione territoriale. Un’esperienza che si incrocerà con il bilancio partecipativo. Numerose le proposte dei cittadini: riqualificazione di aree verdi, luoghi di aggregazione giovanili, intergenerazionali e interculturali. I progetti saranno votati dai cittadini e, in base alla loro fattibilità, li co-progetteremo insieme».

Quali sono i primi luoghi del Savena in cui consiglierebbe di portare i bambini? «La biblioteca “Natalia Ginzburg”, innanzitutto. È molto fornita e frequentata. Nei suoi spazi organizziamo incontri con autori, percorsi di lettura, seminari e corsi di italiano per i nuovi cittadini. Progettiamo e partecipiamo inoltre ad iniziative per bambini e a progetti specifici rivolti alle scuole. Un altro luogo “magico” è il giardino delle Scuole Pavese, dove a fine anno scolastico viene organizzato un concerto serale per “Nidi di Note”, un progetto di promozione dell’esperienza musicale precoce nei servizi educativi per la prima infanzia e le scuole primarie».

Bambini e Genitori è arrivato sul territorio già da anni e con il progetto sociale Facciamo Scuola insieme regala attività didattiche integrative d'eccellenza alle scuole. Cosa pensa dell’iniziativa? «È un’esperienza importante per la nostra città. Oggi più che mai vanno sostenute iniziative che partono dal basso per arricchire e dare senso e valore al bene comune. Dalla diversità nascono le migliori energie».

a cura di Alessandra Testa
giornalista, direttrice responsabile Rivista

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