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Casalecchio si racconta: la nostra comunità educante

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La parola al sindaco Massimo Bosso e all’assessore ai saperi e nuove generazioni Fabio Abagnato.

Massimo Bosso vive a Casalecchio da sempre. Impegnato nel volontariato, è stato per dieci anni assessore a politiche sociali e sanità. Sindaco dal 2014, ha tenuto per sé le deleghe a comunicazione, sport e associazionismo. Insieme a Fabio Abagnato, assessore ai saperi e alle nuove generazioni, racconta uno dei comuni della provincia unanimemente considerato a misura di giovani e famiglie.

Sindaco, è a metà del primo mandato. Che comune ha trovato e qual è l’obiettivo da raggiungere a cui tiene di più? «Ho trovato grande qualità dei servizi educativi e sociali, qualità che abbiamo cercato di mantenere favorendo le progettualità innovative. La priorità è la risoluzione del nodo ferro-stradale di Casalecchio per migliorare la qualità di vita dei nostri cittadini, tema al quale spero daremo risposta entro fine mandato».

In che senso Casalecchio si definisce una comunità “educante”? «È la convinzione che la città intera debba farsi carico di una crescita consapevole e armoniosa dei propri piccoli cittadini. In questo, gli enti locali e le istituzioni scolastiche sono al fianco delle famiglie. Col Patto per la Scuola ci siamo dotati di uno strumento che mette in relazione l’amministrazione comunale con i tre istituti superiori e i tre istituti comprensivi del territorio per condividere informazioni, strategie e strumenti».

Casalecchio è uno dei comuni più popolosi della cintura. Quali i progetti per il futuro? «I nostri obiettivi sono il mantenimento del livello dell’offerta, la qualificazione del sistema integrato pubblico-privato, una sempre maggiore collaborazione tra politiche educative, sociali e culturali affinché ci sia ricerca, innovazione e promozione di linguaggi e opportunità espressive. Inoltre, puntiamo a rafforzare la promozione di attività culturali a favore delle nuove generazioni: teatro, musica e politiche interculturali».

Spesso i cittadini non conoscono il territorio in cui vivono. Quali sono i luoghi in cui portare i bambini? «Certamente la Casa della Conoscenza, con le proposte rivolte ai più piccoli e alle loro famiglie, il Parco della Chiusa, dove le associazioni organizzano laboratori e iniziative di educazione all’aria aperta e le nostre piscine che offrono tanti servizi per la fascia di età 0-6».

La crisi economica colpisce le famiglie già disagiate.

Quali le iniziative per favorire l’accesso alla pratica sportiva o la partecipazione alla vita culturale? «Per noi sport significa educazione, formazione, crescita. C’è una stretta relazione tra i servizi comunali e il mondo delle società sportive per favorire una politica tariffaria che consenta a tutti di svolgere attività sportiva.

In alcune situazioni, troviamo disponibilità per offrire opportunità gratuite. Anche tra scuole e teatro c’è un rapporto consolidato negli anni che prevede una quota di biglietti di ingresso gratuiti per bimbi provenienti da famiglie in difficoltà».

Casalecchio è periodicamente toccato dal fenomeno delle baby gang. Come si previene il disagio giovanile? «Il nostro sforzo va nel promuovere la cultura della legalità in collaborazione con le scuole e le associazioni attraverso progetti, attività, corsi, informazione alle famiglie. Gli operatori di strada cercano di intercettare e prevenire la devianza. Infine, lo stretto rapporto con le forze dell’ordine per monitorare e intervenire sulle situazioni problematiche».

Bambini e Genitori è arrivato sul territorio già da anni e con il progetto sociale Facciamo Scuola insieme regala attività didattiche integrative d'eccellenza alle scuole. Cosa pensa dell’iniziativa? «Ben vengano tutte le attività che operatori pubblici e privati possono mettere in campo a favore dell’ampliamento dell’offerta formativa. Compito del pubblico è valorizzare in via prioritaria le proposte delle istituzioni, delle agenzie formative e delle associazioni del territorio».

a cura di Alessandra Testa
giornalista, direttrice responsabile Rivista

 

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