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Un'estate di occasioni per riparare i danni

«L’estate sarà caratterizzata dal bisogno di vedersi risarciti e dal buttarsi a capofitto nel tentativo di riprendersi tutto».

La psicoterapeuta Maria Rita Parsi parte dalla definizione di resilienza per suggerire ai genitori un piano di ripartenza familiare per affrontare la seconda estate di pandemia. “La resilienza - ricorda la docente e psicoterapeuta -  è la capacità di quantificare in maniera effettiva il danno, individuale, di coppia o in questo caso familiare, che si è patito

e tirar fuori da quella crisi le cose positive e trasformarle in un’occasione per creare un nuovo equilibrio  che sia in grado di governare le incertezze.

Dopo un altro anno scolastico di stop and go, che estate attende i nostri figli?
“L’uso pervasivo del virtuale, che è quasi sempre proseguito dopo la fine delle lezioni, ha fortemente penalizzato e condizionato per un altro anno bambini, pre-adolescenti e adolescenti, che sono stati scippati’ di tutte le attività extrascolastiche che frequentavano, dallo sport alla musica passando per la parrocchia. L’estate sarà così caratterizzata dal bisogno di vedersi risarciti e dal buttarsi a capofitto nel tentativo di riprendersi tutto.”

Come le famiglie potranno indirizzare questa rabbia e desiderio di riappropriarsi degli spazi finora negati?
“Organizzando il più possibile l’estate dei loro figli. Pur con tutti i rischi che ciò comporta, sono favorevole alla frequentazione di centri estivi, sportivi, a vacanze da soli con educatori qualificati o ancora ad un periodo da trascorrere con i nonni che, non appena saranno tutti vaccinati, potranno tornare a svolgere il ruolo fondamentale di bene rifugio. Per i bambini, soprattutto se appartenenti a famiglie disfunzionali in cui la pandemia ha esacerbato conflitti e criticità, i luoghi in cui radunarsi sono fondamentali e devono essere pensati e gestiti da agenzie educative responsabili affinché vi siano le condizioni, in contenitori precisi, per ospitare attività in piena sicurezza e nell’osservanza di protocolli precisi.”

 
Quale può essere il piano di ripresa e resilienza per l’estate delle famiglie?
“A mio avviso sono tre le priorità. Prima: fare in modo che entro giugno tutte le categorie più a rischio siano immunizzate. Seconda: riaprire il luoghi di incontro, sanificati e controllati. Terza: creare le condizioni grazie alle quali i bambini e gli adolescenti si sentano protagonisti del cambiamento, staccandoli dal web e restituendo loro i ritmi quotidiani, la possibilità di stare all’aria aperta e di frequentare i propri luoghi di riferimento.


Il Covid e la convivenza forzata ha fatto esplodere conflittualità latenti, quasi sempre ai danni dei figli. L’estate può essere un momento per ricucire gli strappi? E se sì quali abilità sono necessarie?
“Serve un lavoro integrato perché dietro ogni bambino c’è una storia famigliare. L’estate sarà un’occasione unica per osservare, monitorare e prevenire il disagio. Purtroppo, da nessuna parte sento parlare di salute mentale, del burnout delle famiglie a causa del Covid. L’educazione, il dialogo con la scuola e con il territorio e la formazione degli educatori saranno fondamentali per gestire l’esplosione di situazioni critiche o patologiche.”

Sta già pensando all’anno scolastico che verrà?
“Sì, ritengo che bisogna finalmente riportare all’interno di ogni istituto dei presidi psicologici, medico-sanitari in grado di fungere da ponte fra il disagio che si è vissuto negli ultimi due anni e l’avvio di una nuova normalità. Ascolto, prevenzione e formazione devono essere le parole d’ordine per affrontare anche la povertà educativa. 

Oltre al vaccino per proteggerci dal virus, serve un vaccino sociale con linee guida chiare all’interno di ogni scuola o luogo pubblico in coordinamento con insegnanti, educatori, medici, professionisti e volontari. Serve una rete di sostegno affinché nessuna famiglia si senta più sola.”


Intervista di Alessandra Testa
giornalista, direttrice responsabile Genitori

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