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In viaggio con Maria Rita Parsi attraverso la famiglia: nonni, zii e zie, cugini e figli unici...

Prosegue il confronto con Maria Rita Parsi, una delle psicoterapeute più apprezzate di Italia.

L’argomento portante di questo numero è l’importanza di figure come quelle dei nonni e degli zii e delle figure parentali...

Parsi, che ritiene Genitori «un buon punto di riferimento per le famiglie perché, come ricorda un proverbio africano, per educare un bambino ci vuole un intero villaggio» ha molto a cuore il mantenimento di relazioni parentali serene.

Per Parsi, autrice del libro Se non ti amo più (Mondadori), gli zii svolgono un ruolo fondamentale soprattutto per quei bambini che si trovano a vivere la fine dell’amore dei propri genitori: «Gli zii sono i testimoni dell’affetto fra fratelli e sorelle e presenze in grado di fornire un porto sicuro o un punto di vista alternativo a quello di mamma e papà».

Si avvicina il Natale, periodo che si trascorre solitamente in famiglia.

Professoressa, che importanza hanno le relazioni con i parenti per la crescita di un bambino? «Nel mantenimento della rete familiare il collante fondamentale è rappresentato dai nonni, le radici delle radici. Un ruolo che rimanda all’amore e all’educazione che i genitori hanno ricevuto da bambini oltre che la memoria, la storia e i ricordi su cui poggia l’albero famiglia.

La casa dei nonni è un rifugio affettivo e un terreno neutro indispensabile soprattutto nei casi di conflittualità o separazione dei genitori. I nonni devono avere la forza di essere super partes. I bambini non sono cestini dei rifiuti in cui riversarerancori ed opinioni; i bambini vanno amati incondizionatamente, educati, protetti e rispettati».

Come il rapporto fra nonni e nipoti si inserisce nelle dinamiche del nucleo familiare? «Molto spesso un buon rapporto dei nipoti con i nonni può tramutarsi in una seconda chance per quei genitori e figli che in passato avevano relazioni conflittuali. I nipoti per i nonni rappresentano la possibilità di recuperare quello che, consapevolmente o meno, non sono riusciti a fare con i propri figli.

Molti ottimi nonni sono stati dei genitori negativi, conflittuali o non attenti e ora rivivono una seconda possibilità attraverso i figli dei propri figli. In più, i nonni hanno un ruolo decisivo spesso sottovalutato: fanno da ponte verso il declino della vita, insegnando l’amore incondizionato, infinito al di là della presenza fisica, dando risposta ai grandi interrogativi sulla vecchiaia e sulla morte che già ci si comincia a porre durante l’infanzia».

E gli zii, qual è il loro ruolo nell’educazione dei più piccoli? «Innanzitutto, gli zii hanno orientativamente la stessa età dei genitori di un bambino, appartengono alla stessa generazione.

Il loro modo di interagire sarà lo specchio in cui si rifletteranno i figli/nipoti se avranno fratelli, sorelle e cugini. Se i propri genitori hanno un rapporto sereno e maturo coi propri fratelli, insomma, molto probabilmente sarà così anche per i loro figli. Inoltre, lo zio e la zia spesso rappresentano un modello alternativo di adulto.

Più giocherelloni, più tolleranti, soprattutto se non hanno figli propri. Se invece hanno figli propri, ed esiste un’alleanza fra fratelli e sorelle, si crea la grande famiglia allargata, quella rete che, se funziona, fa sì che anche il rapporto coi cugini prosegua per tutta la vita».

Il figlio unico sembra essere la regola della famiglia moderna. Possono i cugini colmare l’assenza di un fratello o di una sorella? «La figura dei cugini può essere fondamentale in quel caso, andando a sostituire quella dei fratelli che mancano, per giunta senza la fatica di dover condividere gli spazi della stessa casa ed evitando conflitti e gelosie quotidiane. Per i figli unici così come per i figli di coppie separate l’intera rete parentale è cruciale, rinforzo e antidoto all’insicurezza e alla solitudine».

intervista di Alessandra Testa
giornalista, direttrice responsabile Genitori

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