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le giornate del “baratto” e buone pratiche sul riuso per genitori e famiglie al PiùInsieme

baratto.jpgNella volontà di rispondere ai bisogni, non solo materiali che sempre più mamme, scollegate dal territorio o dalla famiglia di origine, esprimevano, al Centro genitori e famiglie PiùInsieme è venuto spontaneo confrontarsi con i temi del ri-uso, della rete comunitaria.

E’ nato così nel 2011 il progetto Baratto KIDS SWAP PARTY da un’idea di una mamma frequentante il Centro di via Libia che raccoglie un utenza di famiglie di diverse provenienze culturali e nuovi poveri con tanti bambini da 0 a 8 anni.

Da allora il Baratto è diventato una vera e propria attività del Centro PiùInsieme che mette a disposizione uno spazio all’interno della struttura per il progetto. In questi anni l’attività si è evoluta fino a contare ad ogni apertura una cinquantina di famiglie: una grande affluenza, di ben lunga superiore alle aspettative, con il merito, fra l’altro di avvicinare anche famiglie immigrate e in disagio sociale/economico, facilitando l’inserimento dei bambini nelle attività del Centro a loro dedicate.

Il motivo di questo successo è dovuto al lavoro instancabile e all’entusiasmo di un piccolo gruppo di mamme, che ha saputo dare continuità e spessore all’esperienza, credendoci fino in fondo e autogestendolo. Il progetto ha fornito loro anche l’opportunità (essendo alcune senza lavoro), di trovare una nuova identità sociale curando l’iniziativa (aperture, allestimento dei locali, raccolta e sistemazione dei materiali).

L’apertura del Centro Più Insieme il sabato mattina, dedicato ai papà e il loro bambino, ha permesso alle mamme frequentanti il servizio di partecipare al progetto baratto, incontrando altre mamme (alcune in difficoltà), portando ascolto e solidarietà tra loro.

Molta rilevanza per il centro PiùInsieme hanno avuto:

- crearsi di nuove relazioni, amicizie e reti fra genitori in un modo ludico e di condivisione;

- stabilire contatti e comunicazione con mamme straniere;

- partecipazione trasversale delle famiglie, senza distinzione di classe sociale.

Lo scambio avviene con un sistema di valore simbolico: per ogni pezzo consegnato viene dato un bollino che permette di prendere altre cose, mettendo in risalto il valore dello scambio – per avere occorre dare. Ogni oggetto ha quindi pari valore.

Ma lasciamo la parola ad alcune mamme...

Irene: “…La sala del Baratto non è solo negozio di scambio, potremmo definirlo un “armadio collettivo” che è diventato anche luogo di ritrovo e socializzazione (non manca mai una piccola merenda offerta dalle mamme ed un divano per cambiare o allattare i piccolissimi) in cui negli anni si sono intrecciate relazioni e rapporti impensabili tra famiglie che condividono la crescita dei bambini… proprio come al tempo in cui, nelle grandi famiglie, sorelle, cugine e cognate si aiutavano per “tirare su “i bambini…”.

Sara: “Il baratto: un’azione che si trasforma in luogo di accoglienza e sorrisi! Un fornitissimo negozio 0–8 e oltre in cui nulla ha prezzo ma tutto ha un grande valore! Wow!

Come funziona? Si porta ciò che non si usa più e si prende ciò che serve... lontano da schemi consumistici. Non importa cosa porti, che valore di mercato abbia, basta che sia pulito in buono stato…”.

Chiara: “…Ci sono mamme che cercano oggetti specifici e tornano più volte per trovarle. La prima volta arrivavano intimidite e un po’ imbarazzate per poi tornare tante volte sempre più disinvolte e con la voglia di aprirsi e fare piccole confidenze.

Partecipare al baratto è per me una esperienza molto bella, per le nuove amicizie, per la possibilità di avere un paio di mezze giornate tutte mie, che esulano dalla routine della famiglia e dagli stress del lavoro… insomma un bel modo per stare insieme e condividere”.

a cura di Sandra Montebugnoli
educatrice Centro Bambini e Genitori Più Insieme

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