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Vivere la sinergia dell’orto con i nostri bambini...

E condividere fra più famiglie l’idea di coltivare e raccogliere - insieme - ciò che generosamente la terra ci regala... una magia? No, è solo natura!!! 

Per un pò ci siamo dilettati a produrre piccole quantità di ortaggi nel terrazzo, più che altro per far capire ai nostri figli che i pomodori - per dire – nascono da una pianta e vanno raccolti...

E quegli stessi pomodori sono più buoni se li mangi nel periodo giusto, quando il sole della terra li fa maturare mentre tu ti occupi di abbeverarli, togli le erbacce, pulisci attorno… e ha funzionato. Al mattino, prima di andare a scuola, i nostri figli andavano a cercare se c’era qualche fragola per colazione (e quelle piantine che sembravano poco produttive hanno continuato a regalare frutti fino alla fine dell’estate… pochi ma buonissimi).

Qualche tempo fa la maestra mi ha detto che in mensa mia figlia Chiara era stupita del fatto che ci fossero i pomodori (era febbraio) “Ma… non sono di stagione!” ha esclamato atterrita.

Nel nostro piccolo, vorremmo provare a costruire un patrimonio di conoscenze utili a noi e a loro, perché un ortaggio raccolto e mangiato al momento giusto ha a che fare con il buon senso, con la cultura del cibo che non invade e non pesa sulla terra. E soprattutto vorremmo trasmettere l’esperienza a diretto contatto con la terra per mettere a dimora le piantine, i semini, curarli e farli crescere per poi raccoglierne i frutti e mangiarli gustandone i sapori. Pensiamo sia un ottimo strumento educativo e sociale per insegnar loro a rispettare la natura con i fatti e non solo con le parole.

Ecco perché quest’anno ci siamo allargati un po’ abbiamo preso un piccolo pezzo di orto comunale e questa esperienza dell’orto sta avendo dei risvolti che solo un paio di mesi fa ci erano sconosciuti perché l’orto che abbiamo avuto in affido fa parte di un progetto di orto sinergico condiviso fra più famiglie e qui a Bologna non si parla d’altro. L’idea di fondo è di cercare di conciliare i bisogni umani con quelli della natura, cercando un equilibrio tra l’ambiente naturale e quello “antropizzato”.

Ma cos’è un orto sinergico? È sinergico l’orto in cui si coltivano diverse colture in modo da sfruttare i benefici della consociazione tra le diverse piante e la sinergia tra tutti gli elementi dell’ambiente: terra, acqua, sole, insetti, materia organica che decomponendosi diventa concime. Se vedete in giro delle aiuole di terra coperte di paglia da cui spunta qualche piantina forse ne avete scovato uno.

L’orto sinergico affonda le sue radici teoriche in concetti espressi da Masanobu Fukuoka, poi ripresi da Emilia Hazelip, promuovendo meccanismi di auto-fertilità del terreno, senza arature né concimi, ma facendo attenzione a questi 4 principi base interessanti (e pure comodi!):

nessuna lavorazione del suolo;

nessun concime chimico né composto;

nessun diserbo (le erbacce vanno controllate, non eliminate);

consociazione delle piante per un miglior rendimento.

Si comincia usando piante a ciclo breve (ravanello, basilico, prezzemolo, rucola), oppure piantine per insalata, bietola, cipolla. Si sistemano nella parte bassa dell’orto agli e cipolle; a metà insalate, bietola, spinaci e nella parte alta pomodori, melanzane, zucchine, piselli, fagiolini.

Non dovrebbero mai mancare piante officinali, erbe medicamentose perennanti e annuali sistemate in siepi o aiuole che con la loro presenza e le loro fioriture attirano insetti, ragni ecc... che contribuiscono ad ampliare la complessità del piccolo “microcosmo orto” per renderlo più completo e quindi più resistente alle malattie. La natura è in equilibrio e noi, con questo metodo di coltivazione, potremmo risolvere le nostre necessità senza destabilizzarlo. Non è un bel modo di pensare la coltivazione della terra per uso familiare?

a cura di Ilaria Zamboni
counselor relazionale

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