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"Caro clown dottore ti scrivo..."

Caro Collega Dottore Clown, abbiamo lavorato insieme per molti anni nella stesso Reparto per curare bambini più o meno malati, io con le cose che ho imparato sui libri e con le medicine che le case farmaceutiche mi hanno di volta in volta fornito, Tu con quello che senti nel cuore e con trapianti di nasi rossi, trasfusioni di cioccolata e iniezioni giganti di allegria.

Abbiamo fatto tutti e due un buon lavoro tanto che molte mamme non fanno che ringraziarci e ricordarci con affetto ma, secondo me, Tu hai fatto qualcosa di più ed è per questo che oggi ti scrivo questa lettera.

Tutti parlano dell'importanza della "terapia del sorriso", molti studi scientifici sono stati fatti sull'argomento e concordano nel dire che ridere e giocare aiuta la guarigione dei nostri piccoli pazienti, li fa soffrire di meno e abbrevia il decorso di molte patologie, anche i genitori si avvantaggiano di un'ora di allegria e si rasserenano nel vedere i loro figli malati sereni e felici così come da sani. Ma forse nessuno Ti ha mai detto quanto Tu e i tuoi Colleghi Clown siate di aiuto a noi "medici veri", quelli "seri" che ridono poco e spesso sono tristi, quelli che sono stanchi per le troppe notti lavorate e per le poche ore trascorse con i propri figli a casa, quelli che per i tanti anni passati a vedere soffrire i bambini, che detto fra di noi, è una cosa davvero sconvolgente, si sono dimenticati che un sorriso serve più di una iniezione, che una carezza e un abbraccio sono spesso più utili di una diagnosi elaborata e che un bambino malato ha bisogno di tanto affetto e pochi farmaci mirati. 

Grazie perciò a nome di tutti noi "medici-medici" perché lavorare con voi "medici clown" ci ricorda l'importanza di tutto ciò.  Io quando indosso il camice indosso sempre un allegro braccialetto che un giorno Tu mi hai regalato con su scritto "sorrisiamo", mi serve a ricordare in ogni momento della mia giornata di lavoro, anche quando Tu non sei in reparto, che devo sempre sorridere e far sorridere i miei pazientini, che una risata renderà le medicine che prescrivo sicuramente più buone e utili e che un gesto gentile rasserenerà anche la mamma più ansiosa e preoccupata meglio e prima di tanti paroloni.

Il lavoro che fai lo so, richiede anche a Te tanti sacrifici, credo che Tu non sia neanche pagato per farlo, qualche volta non ne hai voglia neppure Tu perché ti fa male un dente o sei preoccupato per qualcuno a casa, ma Ti assicuro che dietro quegli occhialoni grandi nè la fatica nè la tristezza si vedono mai, perciò continua così per favore per tanti e tanti anni ancora e, se serve, presta anche a noi quei tuoi occhialoni grandi... Grazie !!! • 

a cura dott.ssa Marina Ciampoli
ex-responsabile unità pediatrica-nido Ospedale di Palestrina

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