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Il logopedista ci aiuta nel linguaggio a tutte le età

bimbo

“Il logopedista è l'operatore sanitario che svolge la propria attività nella prevenzione e nel trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica.

L'attività del logopedista
è volta all'educazione e rieducazione di tutte le patologie che provocano disturbi della voce, della parola, del linguaggio orale e scritto e degli handicap comunicativi”.
Decreto Ministeriale 14 settembre 1994, n. 742 (Gazzetta Ufficiale, 9 gennaio, n. 6)

Sarebbe molto semplice elencare il lavoro svolto dal logopedista. Basterebbe indicare tutte le situazioni di alterazione della normalità in cui deve intervenire il logopedista, proprio come prevede il profilo professionale e si potrebbe dire che la cosa sia finita lì. Ma purtroppo non è così semplice. Magari lo fosse! Il lavoro del logopedista è un lavoro davvero tanto delicato ma purtroppo ancora poco conosciuto. Il logopedista lavora sia con gli adulti che con i bambini. Mi preme soffermarmi ora sul tipo di lavoro che il logopedista svolge con i bimbi che hanno una età che va dai 2 ai 18 anni.

In molti di questi casi il logopedista si ritrova inserito,
suo malgrado ma necessariamente, in un rapporto molto complesso quale quello tra genitori e figli
. E tutto viene determinato dalla capacità del logopedista di stabilire un giusto e corretto rapporto. I genitori che si rivolgono al logopedista hanno un bimbo con difficoltà, che sia essa di svariata natura. E saper mediare adeguatamente e professionalmente la situazione cercando di dare la giusta importanza a ogni cosa è di vitale e fondamentale importanza per la riuscita del piano terapeutico. Spesso i genitori hanno delle aspettative sui loro figli e quando c'è un problema (di qualsiasi natura) queste aspettative vengono deluse. E questa delusione è spesso causa di diversi stati d'animo: frustrazione, dolore, sensi di colpa, ecc.

Non è facile accettare che un figlio possa avere dei problemi,
che possa non parlare adeguatamente, che possa non essere in grado di studiare come tutti gli altri, o, più semplicemente, che possa avere problemi nella deglutizione
. E se il logopedista non intuisce il modo giusto per veicolare le informazioni da dare alla famiglia accade che ci possano essere delle incomprensioni che inevitabilmente si ripercuoteranno sul bimbo in questione danneggiandolo pesantemente, in qualsiasi caso. Il lavoro del logopedista deve essere visto come una sorta di missione. Solo così si riuscirà a ottenere risultati che saranno degni della frase “Sono un logopedista e lavoro con i bambini”... altrimenti è tutto inutile... meglio fare altro nella vita! •

a cura dott.ssa Lucia Fusco
logopedista

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