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AIUTACI A METTERE "LE ALI" AI SOGNI DEI BAMBINI

Conosciamo la figura dello psicologo clinico?

A volte per fiorire basta solo un po' di acqua e un po' di calore. Ecco cosa fa uno psicologo! Lo psicologo che lavora in ambito clinico aiuta le persone a gestire efficacemente sensazioni, pensieri, emozioni, comportamenti e relazioni al fine di raggiungere i propri obiettivie soddisfare il bisogno di “stare bene”.

Per essere definito tale lo psicologo deve aver frequentato cinque anni di università, svolto un anno di tirocinio, superato l’esame di stato e deve essersi iscritto all’albo professionale.

Generalmente è specializzato nel fornire supporto a una o più fasce di età (bambini, adolescenti, adulti o anziani) nonpuò prescrivere farmaci(a meno che non sia anche medico).

Le problematiche per cui ci si può rivolgere a questo professionista sono varie e cambiano anche a seconda dell’età del cliente. Alcune esigenze possono riguardare problemi clinici (es. disturbi di ansia, depressione, problemi sessuali, problemi relazionali, disturbi dell’apprendimento, potenziamento cognitivo); altre un desiderio di crescita personale(es. consapevolezza di sé, potenziamento di risorse); oppure l’obiettivo può riguardare la prevenzione del disagio psicologico (es. incremento di abilità emotivo-relazionali).

Quando è importante rivolgersi allo psicologo per aiutare i nostri figli?
Un buon indicatore è aver già escluso eventuali cause fisiche tuttavia la tendenza a rivolgersi ad uno psicologo “come ultima spiaggia” rischia di diventare esso stesso un problema. Un intervento tempestivo, infatti, permette di inquadrare la difficoltà psicologica in tempo e di evitare lunghi e costosi iter medico-diagnostici.
È bene quindi ricordare che lo psicologo offre delle consulenze, ovvero la possibilità di chiedere un parere sull’eventualità che nostro figlio stia sviluppando una problematica psicologica. Questo non esclude l’iter medico ma permette di vagliare più ipotesi contemporaneamente e, nel caso, di intervenire prima.

Non esistono quindi momenti esatti in cui rivolgersi allo psicologo, esiste però la tua sensibilità di genitore, il parere delle insegnanti e delle persone vicine alla tua famiglia. Questo può essere già un primo campanello per permetterti di prenderti cura di tuo figlio. Nota ad esempio se ha avuto cambiamenti comportamentali (es. regressioni nell’autonomia, richieste di attenzione) e se questi stanno causando problemi solo in casa o anche in altre aree (scuola, amici). Attenzione! Un cambiamento può essere anche il silenzio, il ritiro o l’eccessiva accondiscendenza.

Per concludere, nel lavoro con lo psicologo, genitori e figli imparano a prendersi cura di se stessi, dei loro spazi e delle loro relazioni; a comunicare assertivamente e ad ascoltare. Cooperano per risolvere un problema, ognuno con il suo ruolo e con le sue responsabilità.
Lo psicologo quindi guida la famiglia nel superamento di una difficoltà, fornendo strumenti e nuove consapevolezze, in modo da rendere genitori e figli nuovamente autonomi.

di CHIARA MILANI
psicologa

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