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“Ciao mamma! Guarda come mi diverto!”

bambino che pensa

La vita incomincia dentro uno spazio accogliente e silenzioso… non devo chiedere nulla, tutto ciò di cui ho bisogno arriva. Poi, improvvisamente, mi trovo nel mondo là fuori.

Ho tanti bisogni di cui prima non percepivo neanche l’esistenza...Chi mi accudisce fa del suo meglio ma non sempre risponde in tempo reale ad ogni mia esigenza, piano piano imparo che non siamo più un’unica entità: io sono io e tu sei tu”. 

Il mio cervello costruisce ogni giorno nuove connessioni, imparo velocemente tantissime cose e conquisto sempre più autonomia: imparo ad allungarmi nello spazio intorno a me, ad afferrare gli oggetti che mi interessano, a rotolare e… meraviglia! …a camminare …che conquista! …. Posso ampliare il mio raggio dazione…posso iniziare ad esplorare il mondo! Sono molto curioso 

Però a volte ho bisogno di fermarmi, ho bisogno di sapere che il nido caldo è ancora là, pronto ad accogliermi. Mamma, papà…mi volto a guardarvi… che cosa vedo? Volti sorridenti e incoraggianti? Volti preoccupati? Volti tesi e stressati? Siete contenti che io esplori? O siete preoccupati quando mi allontano? 

Ogni bambino è “programmato” per l’esplorazione (se i nostri avi non avessero esplorato probabilmente la specie umana si sarebbe estinta!) ma per farlo ha bisogno di sentirsi al sicuro quando “va” e quando “torna”. A volte in questo percorso qualcosa si inceppa.

Allora, è il momento per i genitori di provare a farsi alcune domande: “Come è stato per me “separarmi”? Che ricordi ho? Per la mia famiglia d’origine com’era il mondo là fuori: una sfida eccitante o un posto pericoloso? Se avevo paura mi aiutavano a superarla, mi invitavano a rinunciare, oppure mi spingevano a forza incontro a ciò che mi spaventava?”, “E oggi come lo vivo il mondo là fuori?"

Quando mio figlio/a si mostra spaventato o triste che cosa scatta dentro di me (ansia, tristezza, paura di non essere un buon genitore, senso di colpa, rabbia, insofferenza)?" 

Andare e tornare” è un’onda che ci accompagna per tutta la vita, dobbiamo solo fare in modo che si tratti di un’onda dolce e nutriente e non di un mare in tempesta!

Gli adulti possono riuscirci facendo pace con le loro “onde” interiori e con la consapevolezza che i figli non sono un prolungamento di sé, non portano dentro le stesse stratificazioni di ansie e paure. Anche se per noi può essere stato difficile, possiamo regalare a loro un’esperienza diversa...

Abbiate fiducia. Più fiducia avete nelle vostre e nelle loro capacità innate e più sarà facile trovare il ritmo giusto dell’onda…

a cura dott.ssa Paola Rubatta
psichiatra e psicoterapeuta sistemico-relazionale

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