Primi e principali compagni di viaggio del bambino sono la mamma e il papà che, sostenuti da familiari, amici più vicini e operatori della salute e di comunità,
hanno l'importante compito di aiutare il loro piccolo a crescere, relazionarsi con il mondo e costruire la propria identità.
A differenza di soli trent'anni fa, oggi i bambini ancora sotto l'anno di età iniziano, per ragioni diverse, a frequentare l'asilo nido.
La scelta di mandare all'asilo nido bambini anche molto piccoli è un'esigenza "moderna" dettata, generalmente, da ragioni lavorative, dall'impossibilità dei genitori di accudire i loro piccoli in alcune ore della giornata.
Quali siano i vantaggi e gli svantaggi legati alla frequenza dell'asilo nido, e più in generale all'assenza materna, non è facile stabilirlo; possiamo comunque affermare che ogni bambino andrà incontro a situazioni emozionali più o meno importanti e diverse a seconda della propria capacità di adattamento al nuovo ambiente, alla propria indole e allo stile di attaccamento sviluppato con il genitore (J. Bowlby, 1969).
Se da una parte l'asilo rappresenta uno stimolo per lo sviluppo di una socialità variegata, incentivando la curiosità e le "esplorazioni" dei piccoli e favorendone così l'intelligenza, dall'altra un bambino di nove mesi vive il distacco dalla mamma come una sorta di abbandono, cominciando a vivere situazioni emozionali di paura e rabbia che esprime attraverso il pianto, l'insonnia notturna, l’inappetenza e con malattie dell'apparato respiratorio e digerente.
Al fine di ridurre al minimo l’ansia da separazione diventa di fondamentale importanza condividere le paure dei nostri figli, affinché si sentano compresi e protetti. Un buon genitore deve essere “sufficientemente buono” (D. Winnicott, 1959), ovvero in grado di evitare la rigidità, la non curanza, la svalutazione, il lasciar fare e l’essere sempre a disposizione; va invece incentivato un ascolto empatico del bambino, considerato come una persona (e non come piccoli uomini o donne) con precisi bisogni, competenze da sviluppare, sentimenti da conoscere e padroneggiare.
Il fattore fondamentale che può aiutare i nostri figli a crescere sani e sereni è un ambiente in cui vengano riconosciuti, contenuti ed educati i suoi bisogni attraverso figure non autoritarie ma autorevoli in grado di conferire il senso del limite e della regola. L’aggettivo autorevole deriva dal verbo latino augeo (participio passato di actum) e significa aggiungere, aumentare. Il genitore, così come l’insegnante autorevole, possiede un valore aggiunto in esperienza e saggezza, guida il bambino verso obiettivi consoni alla sua età nel rispetto degli altri e delle regole. E’ affidabile, amorevole e coerente. In un clima così strutturato il bambino si sentirà al sicuro e in grado di costruire relazioni significative.•
a cura Dott.ssa Elena Stegagno
Psicologa – Psicoterapeuta; Laureata in Scienze del Comportamento e delle Relazioni Sociali e in Psicologia Clinica e di Comunità. Specializzata in Psicoterapia Psicosintetica (S.I.P.T). Psicologa Scolastica.