Bambini introversi, bambini estroversi…

I termini introversione ed estroversione indicano due modalità naturali di rapportarsi al mondo, alle persone e agli oggetti.

I nostri figli, fin da piccolissimi, mostrano con chiarezza la loro propensione naturale per una di queste due dimensioni dell’essere. Sono due modi diversi di gestire e dirigere la propria energia: l’introverso si “ricarica” nella solitudine, ha bisogno della natura, di pochi e selezionati rapporti; l’estroverso si ricarica in compagnia, parlando, agendo e interagendo. 

Al momento di andare a scuola, dove le interazioni sociali cominciano a essere più estese e complesse, la dimensione estroversa rappresenta, in genere, un vantaggio. Il bambino estroverso si ricarica di energia nella compagnia degli altri; brilla quindi socialmente, ama l’azione, è attento al mondo esterno in cui si immerge, pieno di fermenti e di vitalità. 

Di fatto, il termine “estroverso”, nella nostra società, tende a significare “come si deve essere”: le “bollicine” dell’effervescenza, la freschezza della risata, lo sguardo diretto, la vitalità sono segnali “vincenti”. La società, il mondo del lavoro, gli ambienti collettivi tendono a valutare in modo più positivo chi sa creare contatto, parlare senza esitazione, proporsi in modo attivo – un estroverso insomma. 

Ecco che i genitori di un bambino introverso possono cadere nella trappola di pensare che l’introversione sia una “mancanza”, una “carenza” di estroversione - qualcosa “meno di”. A volte anche gli insegnanti sono di questo avviso, e in tal caso il bambino introverso verrà “spinto” a essere più socievole, più attivo; si vedrà nella sua tendenza una forma di chiusura e di difficoltà da superare. In tal modo il bambino introverso, indotto a essere estroverso per molte ore, soffrirà e si esaurirà facilmente. A volte sono gli stessi compagni a deridere, sollecitare, dare giudizi negativi. Quella che è una natura semplicemente più riservata può allora veramente chiudersi e soffrire. 

Come genitori e insegnanti, occorre sapere e apprezzare i doni dell’introversione: sensibilità, attenzione all’altro e ai valori, capacità di riflessione e d'intimità…. Ma per scoprirli bisogna muoversi con delicatezza e occhi attenti. Con tali attenzioni, che il bambino introverso saprà cogliere e apprezzare, sarà possibile poi muovere qualche passo verso una “piccola quota” di estroversione… che anche il bambino introverso possiede, ovviamente! Ma che difficilmente fiorirà se la sua natura più sensibile e riservata viene sospinta via, giudicata o peggio ancora derisa.• 

a cura dott.ssa Franca Errani
counselor relazionale, formatore, trainer-supervisore scuola "InnerTeam"