E tu di che intelligenza sei?

L’emozione consiste nel “sentire le modificazioni periferiche dell’organismo e i mutamenti neurovegetativi che avvengono a livello viscerale”.  

Questo secondo la teoria periferica di William James. Altresì Ekman, ha rilevato l’importanza delle caratteristiche somatiche delle emozioni; secondo i suoi studi, infatti, le espressioni facciali forniscono informazioni motorie, cutanee e vascolari che influenzano il processo emotivo: in altre parole, siamo tristi perché piangiamo e felici perché sorridiamo. 

Osservandole, poi, come primigenio codice di comunicazione notiamo che le “espressioni” delle emozioni costituiscono un vero e proprio linguaggio fatto di gesti, suoni, ritmi e immagini precise: quindi, se vissute empaticamente attraverso gli altri o attraverso ciò che è fuori di noi, possono diventare strumento di relazione ma anche di apprendimento. 

L’emozione è inoltre connessa all’azione: un’emozione negativa corrisponde a un’azione di allontanamento, viceversa a un’emozione positiva corrisponde un’azione di avvicinamento. 

L’emozione diventa quindi una precisa condizione psicofisica e come tale influisce su di noi direttamente e sulla nostra dimensione cognitiva. Questo evidenzia che non c’è separazione tra “l’intelligenza emotiva” e “la dimensione cognitiva”. Da qui l’importanza di allenare, conoscere ed essere consapevoli della nostra emotività. Tra le tante esperienze possibili nell’infanzia e non solo, quella sonora ha il potere di risvegliarci dal torpore emotivo che ci limita e ostacola. L’educazione emotiva, quindi, dovrebbe avere un ruolo centrale e accompagnarci in un processo di crescita, non come erroneamente si pensa, solo nei primi anni di scolarizzazione o scuola dell’infanzia.

A tal proposito citiamo Daniel Goleman che, con il suo lavoro, oltre a farci scoprire l’esistenza di diverse categorie d’intelligenza ci ha permesso di comprendere l’importanza dell’intelligenza emotiva nell’equilibrio della nostra esistenza sia per migliorare il nostro benessere sia per ottenere maggiori gratificazioni anche nella dimensione professionale adulta. 

Sono poi le neuroscienze che ci sostengono nella verifica che il cervello logico e il cervello emotivo si formano e reciprocamente influenzano attraverso l’apprendimento che, iniziando forse già nella vita intrauterina, ha la sua massima potenzialità nei primi anni di vita e continua per tutta l’esistenza. 

L’apprendimento alimenta le nostre memorie cognitive, sensoriali e motorie, come ci ricorda la neuroscenziata Laura Calzà, determinanti nella modalità di ingresso e gestione di nuove informazioni nel nostro cervello. Su questo si basa la dimensione temporale dell’esistenza: ricordare il passato, vivere il presente, immaginare il futuro. 

(tratto da Sabrina Simoni, “Esprimo in Canto e in Musica” Pearson Editore)

del M° Sabrina Simoni
musicista e didatta