La scarsa attenzione al tema “estroversione/introversione” è alla base di molte dinamiche relazionali negative, e molto del disagio che a volte le persone provano verso se stesse.
Premesso che tutti abbiamo aspetti introversi e aspetti estroversi, vi è in genere una predilezione naturale per uno di questi due mondi, che riguardano il modo di avere e mantenere un buon livello di energia. La domanda chiave è: che cosa mi rigenera? Da dove traggo l’energia per la mia giornata, la mia vita?
Punti facili
Un genitore estroverso riceverà energia dalle persone, dalla capacità di azione, dalla varietà. Una madre estroversa sarà felice di accompagnare i bambini al parco a incontrare altri bambini, mentre lei chiacchiera con le altre mamme, si muove, è in contatto con gli altri. Un padre estroverso sarà il “motore” di progetti e azioni vivaci, sarà in relazione con tutti durante le grandi riunioni di famiglia, si occuperà di più cose alla volta.
I genitori introversi si ricaricano nella solitudine, nella natura, con pochi e selezionati intimi (e troveranno spossanti le azioni descritte sopra!). Una madre introversa ama parlare con un figlio alla volta, si preoccupa se i figli si disperdono in troppe attività (e forse i figli… sono estroversi!), si avvicina con delicatezza al bambino che resta fuori dal gruppo dei più “scatenati”.
Un padre introverso osserva i figli giocare senza voler imporre scelte o ritmi, piuttosto restando a distanza; la sua presenza è silenziosa, calma (non è detto che interiormente lo sia, non ama mostrare le sue emozioni).
Punti difficili
Un genitore estroverso si preoccuperà se i suoi figli non hanno abbastanza amici o attività. Una madre estroversa farà fatica a restare in casa sola con il bambino piccolo e si irriterà se deve rinunciare a inviti o iniziative comunitarie; un padre estroverso può far fatica a lasciar parlare il figlio, tenderà a parlare lui, invadendolo senza rendersene conto.
Un’altra fatica, per i genitori estroversi, è riconoscere il bisogno del figlio introverso di stare ogni tanto da solo e rispettare la sua intimità.
Un genitore introverso sarà stremato dalle riunioni della famiglia allargata e dall’occuparsi di molti bambini chiassosi. Una madre introversa potrà sentirsi sopraffatta dalle tante attività - i bambini, la casa e le cose fuori di casa; quando i bambini fanno domande incalzanti, potrà sentirsi invasa e non riuscire a pensare bene e a dare una risposta giusta. Un padre introverso può sembrare distaccato, anche se vorrebbe rispondere alle aspettative di chi ama. Un’altra fatica, per questi genitori, è rapportarsi a un figlio estroverso, che ha bisogno di muoversi, vedere un sacco di amici, parlare a voce alta…
Suggerimenti
Per il genitore estroverso: non imponetevi di restare chiusi in casa, specie quando arriva il primo figlio – questo aspetto tocca più la madre, che è bene resti in contatto con gli amici o che possa avere una giornata per sé. E’ utile rendersi conto che ci sono dei limiti, imparare a darsi delle priorità. Non irritarsi se e quando il partner o i figli (introversi) non rispondono con altrettanto entusiasmo alle sue proposte di attività, ma imparare a fare certe cose da soli, lasciando a casa gli amati introversi in compagnia di un parente, un amico, una baby-sitter… Imparate a riconoscere i diversi bisogni di un figlio introverso, e non sentitevi preoccupati per il suo futuro! E’ quando si è ricaricato nella sua solitudine che l’introverso dà il meglio di sé quando poi si trova con altri. Infine, imparate a rallentare… insomma, inglobate un “briciolo” d’introversione!
Ciò non danneggerà la vostra amata vitalità, ma vi aiuterà a scoprire nuove qualità in voi stessi e nelle relazioni.
Per il genitore introverso: concedetevi una mezz’ora o meglio un’ora di solitudine ogni giorno –tema difficile - il tempo per se stessi sembra un tempo “sprecato”, un lusso possibile solo senza una famiglia con le sue esigenze… Ma pensate che, se non vi ricaricate nel modo giusto, poi sarete spossati, irritabili e frustrati. Se il vostro bambino estroverso richiede più contatti e giochi di gruppo, organizzatevi con altri genitori più estroversi, o con associazioni e gruppi, o con… un nonno estroverso! Se vostro figlio vi assale con domande incalzanti, riconoscete che il vostro bisogno di pensare non è sbagliato, ditegli che gli risponderete più tardi, perché dovete rifletterci (o altra risposta da avere “pronta” all’uso). Valorizzate le risorse dell’introversione: la sensibilità, la capacità di essere in contatto con il mondo interiore; smettete di confrontarvi con le capacità di attività e di movimento dei genitori estroversi.
a cura dott.ssa Franca Errani
counselor relazionale, direttrice scuola counseling “InnerTeam”