Spesso la nascita dei figli porta un tracollo della vita erotica della coppia: i partner quasi dimenticano che prima sono stati amanti, si sono dati appuntamenti a ore strane, hanno scombinato la loro vita per ritagliare momenti insieme - tutto quel carico di eros e fascino che ha creato le basi per l'arrivo del pargoletto.
L’allontanamento dalla sessualità può essere graduale o abbastanza brusco. La lista delle priorità spinge in basso la dimensione “coppiache-fa-sesso”; prima c’è il bambino con i suoi bisogni, giochini, pannolini, biberon da sterilizzare. Poi i figlioli crescono e c’è l’asilo, la scuola e le merende; senza dimenticare il lavoro e le bollette… insomma tutto congiura per l’annullamento non tanto del matrimonio quanto dall’erotismo.
Di tale tracollo, in genere se ne accorge per primo il padre, perché la compagna, ora mamma piena di amore e vitalità verso la creaturina, non sente alcuna mancanza: infatti, la sua energia erotica ruota verso il bimbo/a.
Il piacere fisico che dà il contatto con un bimbo piccolo è meraviglioso!
Intendiamoci: la differenza tra sessualità adulta e la sensualità che si prova nella cura dei bambini è ben chiara, la madre ne è perfettamente consapevole; tuttavia questo contatto nutre un erotismo sottile e diffuso, fatto di odori teneri e di suoni amati, un mondo che la riempie e non le fa sentire quel bisogno che il padre invece percepisce. Il potenziale erotico dell’uomo resta molto più saldamente legato alla compagna.
Per molte coppie il calo del desiderio sessuale non genera conflitti:
avviene in entrambi, è ammorbidito dal tepore di una relazione che negli altri campi funziona bene; ci si conosce, si ride insieme, ci si diverte con i bambini. Insomma non necessariamente una coppia deve includere sesso bollente per sentirsi appagata e innamorata.
Vi sono anche coppie che, dopo la nascita dei figli, si scoprono sessualmente attratte come e più di prima e, pur facendo miracoli per trovarsi di nuovo insieme, vivono la nuova dimensione con stupore e desiderio.
Nella maggior parte dei casi la situazione è impari: la mamma si culla nelle deliziose coccole con i bimbi, e forse sente che la rinuncia a certi piaceri fa parte della devozione materna cui si è votata; lui, marito e padre, resta l’unico “custode” della fiamma della relazione erotica.
L’invito che i mariti fanno alle mogli (magari non sempre con parole o gesti giusti) è che loro vogliono ritrovare la “donna dentro la madre”. In che modo? Una via è recuperare degli spazi di piacere personale, non necessariamente legati al sesso: fare qualcosa di diverso, concedersi una passeggiata o un acquisto personale, uscire insieme per un aperitivo lasciando i figli a nonna o tata, un weekend da soli (ci sono coppie che per anni non si concedono di stare lontani dai figli neppure per un giorno).
Espandere questo territorio, si scoprirà, fa bene anche ai figli: quando il nutrimento emozionale, affettivo, e per certi versi anche sensuale arriva dai figli, li stiamo caricando di un peso troppo grande.
Una resistenza che tali proposte generano è legata alla convinzione che il sesso debba essere “spontaneo” e che la pianificazione, indispensabile nel quadro famigliare, sembra artificiale. Si tratta invece di capire che la pianificazione manifesta un’intenzione attiva a voler stare insieme per riaffermare la propria realtà di amanti.
Insomma, genitori sexy si può diventare: saper chiudere a chiave la porta della camera da letto, vestirvi in modo da piacervi tra voi quando decidete di uscire, affermare con sicurezza il vostro reciproco desiderio, non soccombere agli assedi della vita famigliare tutta dedita a prole e lavoro. Il mio augurio è che impariate a conciliare vita familiare e mondo erotico: è un atto coraggioso, ne vale la pena.
a cura dott.ssa Franca Errani
counselor relazionale, direttrice scuola counseling “InnerTeam”- Bologna