Settembre, la scuola per alcuni inizia e per altri ricomincia. Si tratta in ogni caso di un evento molto importante e carico di emozionalità per tutte le famiglie e soprattutto per i bambini.
I primi mesi di scuola dovrebbero essere dedicati ad esperienze che hanno l’obiettivo di favorire la cooperazione e la collaborazione nel gruppo classe, affiancate alle prime attività di studio. Già durante questi mesi alcuni scolari possono esprimere disagi. Ogni bambino ha i suoi tempi e vanno accolti. Non tutti riescono ad adattarsi ad una didattica basata su pacchetti di tecniche correttive, su interventi consacrati agli esercizi sistematici, agiti su di un banco scolastico fermi immobili o davanti ad un monitor con software per ragazzi dislessici o con bisogni speciali.
Fondamentale è accogliere per tempo le richieste di aiuto che ci vengono espresse dai ragazzi. Gli scolari hanno il diritto di non essere lasciati soli e di ricevere delle risposte adeguate alle loro difficoltà, in tempi accettabili, cosi che riescano a trovare in se stessi tutte le risorse necessarie per poter acquisire quelle competenze chiave utili per riuscire a fronteggiare i problemi della vita.
Risposte concrete le famiglie le possono trovare nei metodi propri innovativi della Pedagogia Clinica che fa appello a esperienze che si sostanziano nel linguaggio del movimento verbale, corporeo e grafico.
I metodi della pedagogia clinica relativi agli apprendimenti (WRITING CODEX®, EUCALCOLIA® ed EDUCROMO®) si basano su di una politica pedagogica che tiene presenti contemporaneamente i tratti della flessibilità, dell’iniziativa, dell’ingegnosità, dell’originalità evitando i pericoli della frustrazione e del disadattamento.
Tutti i metodi sopracitati sono ricchi di esperienze e per l’avvio all’apprendimento chiedono di tener conto di ogni necessità del ragazzo, di sollecitare esperienze idonee a promuovere una buona capacità di inseguimento visivo della mano nella scrittura, acquisire abilità di gestione dello schema corporeo nello spazio e nel tempo, sviluppare le percezioni uditive, la capacità di attenzione e di memorizzazione, ottenere un equilibrio del tono corporeo, del gesto e della postura, conseguire articolazioni adeguate nel linguaggio, armonizzare abilità nella figurazione di simboli alfabetici, parole, frasi e numeri.
Possiamo quindi affermare che in ogni scolaro sono presenti potenzialità, abilità e disponibilità pronte ad essere educate, “estrapolate”, per far sì che tutti raggiungano risultati proficui.
a cura dott.ssa Mita Piamonte
Pedagogia Clinica e Apprendimenti