Ogni periodo di transizione porta con sé delle vulnerabilità.
Cosa c’è di più transitorio e vulnerabile della nascita e crescita di un bambino dalla gravidanza ai primi anni di vita?
Il figlio in arrivo fa sognare ogni genitore: quante fantasie e desideri proiettiamo nel futuro con nostro figlio! Ma il bambino immaginato e la realtà vissuta nei primi giorni e settimane di vita del primo figlio, sono molto distanti.
La nascita del primo bambino è per i genitori un momento speciale, ricco di gioia e aspettativa pur tuttavia portatore di grandi sfide. I genitori difficilmente possono prevedere quanto la loro vita cambierà dopo la nascita del loro primo figlio, si sentono impreparati nel divenire genitori e al ritorno a casa si possono sentire “persi” nell’iniziare una vita diversa da prima.
Le diverse situazioni vissute nella crescita del bambino (parto, allattamento, pianto, sonno..) sono legate ad un’esperienza così nuova e così importante da attivare inevitabilmente stati di grande vulnerabilità, causando ansia e disagi ai neogenitori, essi possono provare sensi di colpa e di inadeguatezza nei confronti del loro nuovo ruolo e del nuovo bambino.
Una grande difficoltà vissuta da molte neo mamme è il senso di solitudine acuito anche dal paradosso di essere sempre con il loro bambino. Esse vivono in uno stato di stanchezza fisica e mentale a causa della continua attenzioni rivolta al neonato senza riuscire ad avere momenti di recupero.
L’attuale situazione sociale e famigliare (donne sole, famiglie lontane dal paese d’origine...) rende più impegnativa la gestione pratica e più difficile lo scambio con altre mamme e altre famiglie che potrebbero sostenere i neogenitori anche semplicemente con le loro esperienze già vissute.
Le famiglie e gli amici possono dare aiuti utili, ma non sempre necessari al superamento dei momenti di difficoltà dovuti ai cambiamenti portati della nascita di un figlio.
Il pronto Soccorso Emozionale (PSE) mette a disposizione degli strumenti divulgativi e preventivi per sostenere al meglio lo sviluppo del bambino e della famiglia, migliorando la qualità pratica ed emozionale della vita dei genitori con il loro bambino.
È un metodo specificamente indirizzato alle famiglie dal momento della gravidanza ai primi tre anni di vita dei bambini che nasce in Germania dall’incontro dello psicoterapeuta corporeo Thomas Harms* con la Bioenergetica Dolce della dottoressa Eva Reich e ha come base le nuove teorie della neurofisiologia, della psicologia perinatale e della teoria dell’attaccamento, illustrata dallo psichiatra infantile inglese John Bowlby*.
Il Consulente PSE aiuta i genitori a vedere e valorizzare la propria realtà interiore (pensieri, emozioni, percezioni fisiche…) affinché essi si rafforzino, riconoscano le loro risorse, riacquistino fiducia in se stessi e nelle loro competenze innate; in contemporanea mantiene l’attenzione sul bambino al fine di facilitare al meglio il suo sviluppo.
La base del PSE è il rafforzamento del legame fra genitore e bambino.
Legame inteso con se stessi ma specificamente tra genitore e bambino affinché la comunicazione sia a tutti i livelli e possa funzionare al meglio per tutti.
Quando il genitore è profondamente collegato al proprio sentire e fiducioso delle proprie capacità è maggiormente di sostegno al proprio figlio e, come un faro, può illuminare il cammino anche nella tempesta, mantenendo il loro percorso sicuro.
SILVIA PELLE
counselor relazionale a indirizzo Voice Dialogue
esperta di Pronto Soccorso Emozionale genitori-figli
Contatti: tel. 328.707.66.80
silviapelle61@gmail.com