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L'ansia è uno stato di malessere che può manifestarsi in bambini di tutte le età, anche nei più piccoli.
Alcuni stati di ansia sono un aspetto fisiologico dello sviluppo, ad esempio la maggior parte dei bambini piccoli ha paura della separazione dalla madre o dalla figura genitoriale di riferimento specialmente in luoghi estranei; i bambini nella fascia di età fra i 3 e i 4 anni hanno paure legate al buio, ai mostri o agli insetti, la paura di ferirsi o della morte è più diffusa tra i bambini più grandi, così come gli adolescenti possono diventare frequentemente ansiosi nell'esporre la relazione di un libro di fronte ai loro compagni di classe.
Tali difficoltà non devono essere viste come l'evidenza di un disturbo. Tuttavia, se le manifestazioni d'ansia diventano così esagerate da compromettere gravemente la funzionalità o causare grave disagio e/o evitamento, bisogna considerare che possiamo essere difronte a un disturbo d'ansia.

Questo contenuto? È Certificato!
Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.
Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!
Quali sono i sintomi dell’ansia nei bambini?
- paure eccessive o irrazionali che interferiscono con la loro vita quotidiana;
- preoccupazioni persistenti;
- comportamenti evitanti di situazioni o attività che li fanno sentire a disagio;
- risvegli frequenti, difficoltà a dormire o a rilassarsi;
- sintomi fisici come mal di testa o mal di stomaco.
Quali le cause?
L’ansia ha cause multifattoriali fra le quali spiccano la predisposizione genetica, l’ambiente familiare e sociale, eventuali esperienze traumatiche e lo sviluppo cognitivo dei bambini che possono provare ansia anche a causa della loro capacità di pensare e ragionare.
Come aiutare i genitori a capire e prevenire?
- Educazione: informiamoci e usiamo gli strumenti a disposizione come libri, siti dedicati, o rivolgiamoci allo specialista per ricevere il sostegno utile sia a noi genitori che ai nostri figli;
- osservazione: abituiamoci ad osservare i comportamenti dei figli per imparare ad identificare eventuali segnali di allerta e poter agire tempestivamente;
- comunicazione: incoraggiamo i figli a parlare apertamente con noi e a chiedere come si sentono. Se vuoi approfondire, ti consiglio di proseguire con questa lettura: Chi diventeranno e come “andranno” nel mondo? 5 indicazioni pratiche per crescere figli felici
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Come aiutare i nostri figli? 6 Consigli per i genitori
- Pazienza e comprensione: quando i bambini mettono in atto comportamenti evitanti, paure eccessive, difficoltà a dormire o dichiarano sintomi fisici come ad esempio mal di testa, mal di stomaco o nausea è determinante la nostra reazione di adulti. Ogni atto che riusciamo a mette in campo per rassicurarli (tono della voce pacato, atteggiamenti di cura e rispetto dei loro tempi, disponibilità al dialogo e a rallentare i ritmi quotidiani) è già di per sé un primo fondamentale modo per aiutarli a superare li loro stato d’ansia.
- Ascolto attivo: ascoltiamo attentamente i bambini e validiamo i loro sentimenti senza sminuirli o ridicolizzarli.
- Supporto emotivo: offriamo supporto emotivo e rassicurazione anche solo con un abbraccio. Non c’è bisogno di tante parole, ma di vicinanza empatica, senza giudizio.
- Tecniche di rilassamento: insegnare tecniche di rilassamento come la respirazione (bastano 2 o 3 respiri a occhi chiusi fatti insieme ai genitori, perché i bambini possano sentirsi già diversi) o sfruttare la visualizzazione: usare l’immaginazione di cui i bambini sono ricchi, è un metodo efficace per allontanare da sé un pensiero che in quel momento li sta rendendo ansiosi.
- Terapia cognitivo-comportamentale: con la terapia cognitivo-comportamentale, basata sull'esposizione, i bambini sono sistematicamente esposti a una situazione ansiogena in modo graduale. Aiutando i bambini a restare nella situazione ansiogena (prevenzione della risposta), i terapisti li rendono capaci di diventare gradualmente meno sensibili e a sentirsi meno ansiosi. La terapia comportamentale è più efficace quando un terapeuta esperto, specializzato nell'età evolutiva del bambino, personalizza tali principi.
- Terapia farmacologica: nei casi lievi, la terapia comportamentale da sola più essere sufficiente, ma una terapia farmacologica diventa necessaria nei casi più importanti o quando è limitato l'accesso a uno specialista dei disturbi del comportamento del bambino.

MARIA ELENA RASCHI
psicologa esperta di sostegno alla genitorialità
CONTATTI telefonici: 338.293.95.30
web: dottoressaraschi.it
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