Yoga e bambini: fare pratica… di sé stessi!

I bambini sono molto sollecitati ad apprendere quanto c’è all’esterno di loro, ma molto raramente ci preoccupiamo di cosa accade nel loro mondo interno.

A scuola i programmi sono strutturati sull’apprendimento di conoscenze, nozioni, regole, si insegna a conoscere i numeri, le lettere, il mondo che ci circonda, tutte cose fondamentali ed importantissime.

Ma spesso si dimentica di prestare attenzione anche a quanto accade dentro al bambino per aiutarlo a crescere conoscendosi ed accettandosi anche nelle sue parti più difficili e complesse. Le emozioni, i pensieri, gli stati d’animo, i sogni, sono tutti elementi che influiscono sulle capacità di attenzione e di apprendimento.

Un bambino arrabbiato, o tormentato da paure e preoccupazioni, è un bambino che farà molta più fatica a concentrarsi per studiare e di fronte ai ripetuti fallimenti rischia di crearsi una struttura di personalità fragile, con idee di autosvalutazione. È molto importante allora dargli uno spazio in cui poter esprimere e conoscere anche il suo mondo interno, popolato di emozioni, pensieri e paure partendo da ciò che lui sperimenta quotidianamente: le sue sensazioni corporee. Lo yoga è una pratica molto antica che fa proprio questo. Attraverso l’attenzione al respiro, il gioco e l’ascolto delle proprie sensazioni aiuta il bambino a prendere contatto con se stesso e a trovare un proprioequilibrio, riconoscendo le emozioni che lo attraversano senza giudicarle.

Parallelamente anche in famiglia si può seguire questo sentiero per non lasciare solo al bambino la responsabilità del cambiamento. Non occorre fare chissà che, basterebbe solo imparare o re-impararare ad Ascoltare.

Nella vita frenetica che conduciamo c’è sempre poco spazio per fermarsi e darsi ascolto, ancora meno per dare spazio ed ascoltare l’altro. Ascoltare deriva dal latino e significa “prestare orecchio con attenzione”.

Occorre quindi un’attenzione mirata prima di tutto verso se stessi.

Dobbiamo imparare ad ascoltare quanto ci attraversa, ciò che ci suscita stare col nostro bambino, accogliendo anche le difficoltà e le paure. Se riusciamo a farlo con noi stessi riusciremo a farlo anche con i nostri figli: accogliere ciò che c’è dietro al capriccio o alla difficoltà.

Non è semplice, la nostra società non ci abitua ad andare oltre l’apparenza, e rischiamo di irrigidirci in giudizi negativi quando forse dietro a tanti capricci ci sono solo piccole-grandi richieste di attenzione. Fare esperienza di se stessi dunque è importante sia per i bimbi per conoscersi e crescere armoniosamente, ma anche per gli adulti per ritrovare un’armonia di relazione con se stessi e con gli altri.

a cura dott.ssa Annarita Piazza
psicologa, psicoterapeuta