Facciamo musica? Si, ma… in rete !!!

L’informatica e Internet stanno rendendo maggiormente accessibile l’ascolto e la produzione di musica a sempre più persone di ogni luogo, età e ceto sociale.

Di seguito vi propongo un’ampia panoramica delle risorse impiegabili per favorire l’incontro con la musica e coltivarne il rapporto in modo ricco e profondo. Alcuni riferimenti sono adatti ai ragazzi più grandi o agli adulti: in ogni caso potete utilizzarli quando siete in compagnia dei più piccoli.

Certamente un modo collaudato e divertente per avvicinare i bimbi alla musica è rappresentato dalle canzoncine. Trovo piuttosto completo e ben organizzato il canale YouTube “Coccole Sonore” (www.youtube.com/user/CoccoleSonore): cliccando in alto su Playlist troverete varie collezioni animate divise per categorie (es. ninne nanne, filastrocche…). 

Se i bambini stanno giocando o svolgendo i compiti perché non mettere un sottofondo sonoro che, a seconda dei casi, contribuisca al divertimento o a concentrarsi? I canali possono essere le web radio per bambini (es. www.radiomagica.org, www.animewebradio.it, www.radiobimbo.it,...) oppure, più in generale, i motori di ricerca delle web radio (es. radiosearchengine.com, playme.com) e siti specializzati (es. musicovery.com, soundcloud.com, jamendo.com, grooveshark…): in maniera semplice e gratuita avete a disposizione, nel tempo di un click, una vasta collezione di brani che comprende il presente e il passato, generi che spaziano dal campo sperimentale alle tradizioni popolari, nonché suoni provenienti da tutto il mondo. 

L’esperienza ci insegna che esiste una relazione molto profonda tra la musica e l’emotività: trovo molto interessante, specie per i più grandi, il progetto d’ascolto presente su www.stereomood.com. Ricordate che scegliete voi l’umore e pertanto se siete giù, potete usarlo per tirarvi su: occhio a non sprofondare ulteriormente!

Se la musica riesce a leggerci dentro, perché non insegnare ai bambini a leggere la musica?

Se avete un PC con sistema operativo Windows, sul sito dell’Istituto Palatucci (www.istitutopalatucci.it/free.html) sono disponibili una serie di giochi stimolanti e ben fatti per imparare il suono e il valore delle note oltre alla posizione sul pentagramma: cercate il programma “Impariamo la musica giocando” e scaricatelo, poi scompattate il file ed aprite “Si fa musica 2.0.exe”.

Chissà che ascoltando musica e giocando un po’ con le note non giunga la curiosità, emerga un talento o una passione verso gli strumenti musicali, il canto o addirittura la composizione.

Sul web sono presenti molti simulatori di strumenti musicali (es. www.virtualpiano.net), spesso disponibili anche come App per gli smartphones, oltre a programmi o siti che aiutano a riconoscerli (es. software “Musica Maestro” su vbscuola.it, sito www.semplicementemusica.it).

La Direzione Didattica di Rivoli ha predisposto una pagina web (www.ddrivoli1.it/portomusica/musica.htm) che elenca una serie di risorse adatte per far giocare insieme bambini e adulti. Ad esempio cliccando sul link “Componi la tua musica” si dispone di un pentagramma di quattro  battute sulle quali posizionare note e pause di differente durata.  Qualora il ragazzo già evidenzi un talento per il mix di suoni, allora l’applicazione giusta può essere “Tony B Machine”.

Non ponendo limiti alle potenzialità del rapporto con la musica, vi segnalo anche il sito www.notessimo.net: cliccate su Compose e si aprirà un pentagramma sul quale si possono collocare vari strumenti o anche voci, comporre il proprio brano e salvarlo.

E se la composizione merita di essere pubblicata allora potete usare alcuni siti (es. soundcloud.com, jamendo.com, bandcamp.com…) che stanno contribuendo a una maggiore diffusione del linguaggio musicale come forma di espressione anche per chi ha pochi mezzi economici a disposizione. 

Finisco accennando a un’esperienza sorprendentemente ricca che mi è capitata recentemente: al pianoforte a coda posto in un supermercato si sono alternati, nel giro di quindici minuti, un bambino di due anni e mezzo, un signore di mezza età ed un nonno con un bimbo di circa un anno in braccio. 

Tra mille problemi, viviamo un periodo in cui è più facile riuscire a esprimersi anche attraverso la musica: l’informatica è un valido supporto per far conoscere ai bambini questo linguaggio così prezioso, ancor di più e meglio se abbiniamo a essa, senza forzature, il rapporto diretto con uno o più strumenti musicali oppure il canto.

Nel presente e nel futuro: teniamo aperte le orecchie, ne sentiremo delle belle! •

a cura dott. Antonio Di Napoli
ingegnere informatico