Viviamo in un mondo in cui se non stai al passo con la tecnologia sei fuori. Questo vale sempre di più per i bambini che ormai sono dotti di ipad, smartphone e-studiano sui libri digitali.
Cosa possiamo fare per evitare che i nostri piccoli geni diventino sempre più robot e meno bambini? Per quanti se lo stessero chiedendo, sono nati asili e scuole nel bosco dove i nostri figli passano tutta la giornata all’aperto, lezioni, pasti e pisolini compresi che sia bel tempo o che piova. Scuole in cui NON è vietato arrampicarsi e giocare con il fango. D’altra parte, come diceva Fred Rogers, noto pedagogista americano, giocare è il lavoro dell’infanzia!
Nelle scuole tradizionali si incentiva lo stare al passo con il Mondo, si fanno ricerche computerizzate, e l’uso di internet è indispensabile per conoscere e apprendere. I ragazzi delle medie sono digitali provetti, i bambini più piccoli sfogliano fotografie da tablet e telefonini e usano giochi elettronici molto meglio di noi adulti.
La comunità pedagogica-scientifica però parla chiaro: ai bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni deve essere concessa solo mezz’ora di videoschermi al giorno e l’uso di internet deve essere vietato.
In un’epoca digitale, i ragazzi più grandi trovano lavoro inventando App di successo, scrivendo blog e pubblicando libri su Amazon. La tecnologia riesce ad offrire moltissime opportunità di sviluppo, ma questo a discapito di un vero contatto con la natura e con quello che è la vita reale, la vita che si può toccare, annusare e osservare!
Recentemente sono entrata a far parte di un gruppo di studio che ha lo scopo di portare nelle scuole primarie un momento di incontro con la natura. I bambini vengono catapultati nel mondo animale per approfondire le abitudini di alimentazione, gioco e interazione tra le diverse specie. Si tratta di lezioni che presentano agli alunni informazioni attraverso materiale dimostrativo, e attività didattiche che vedono la partecipazione globale e interpretativa dei singoli bambini e dell’intera classe. Lo scopo è aumentare le conoscenze dei giovani divertendosi attraverso l’interazione con l’animale considerato come portatore di un valore specifico di relazione.
Non possiamo impedire alla tecnologia di entrare in classe, ma possiamo invitare la natura a sedersi tra i banchi. Il progetto potrebbe partire il prossimo anno scolastico in seguito all’approvazione della direzione didattica e dei genitori.
a cura dott.ssa Roberta Sabattini
medico veterinario