La coincidenza della separazione dei genitori e il distacco del bambino dal genitore per motivi scolastici può rappresentare una grande difficoltà nel percorso di crescita.
Entrambi gli eventi necessitano di amore e di condivisione delle emozioni… e quando coincidono, l’attenzione dei genitori a tutti i segnali di disagio è fondamentale per prevenire effetti ulteriormente disastrosi.
La separazione dei genitori è considerata uno tra gli eventi di vita più destabilizzanti e stressanti per i componenti di una famiglia. I bambini la vivono come la cosa più ingiusta che gli sia capitata e si sentono tristi, delusi ed amareggiati. Spesso nutrono risentimento ed assumono comportamenti diversi per manifestare la loro rabbia. Per arrivare a comprendere e ad accettare la situazione possono essere necessari diversi mesi.
Il momento più delicato è sicuramente quello che segue immediatamente la separazione, in cui gli stessi genitori devono fare i conti con le loro emozioni, con la fine del loro matrimonio e con la loro sofferenza e tutto ciò rende difficile comportarsi da genitori attenti e maturi, a discapito dei bambini. Le situazioni indubbiamente variano da nucleo a nucleo: i bambini che hanno assistito a grandi litigi ed episodi di violenza o che hanno avuto genitori con problemi di alcolismo/psichici vivono la separazione come una liberazione nell'immediato ma subito dopo il senso di colpa e di protezione per il genitore più debole potrebbe prendere il sopravvento. I bambini che invece hanno vissuto una storia familiare tranquilla perchè tenuti intelligentemente fuori dalle litigate e dai risentimenti vedono il loro castello di sabbia crollare senza motivazioni. Bambini e adulti vivono la separazione con grandi fasi di stress che vanno dal rifiuto, alla rabbia, al tentativo di riavvicinamento, per arrivare alla depressione e finalmente l’accettazione della separazione.
In entrambi i casi i bambini necessitano di amore e supporto ai propri stati d’animo. La comunicazione delle proprie emozioni è molto utile, ma non tutti vogliono o sono in grado di farlo.
Quando al fardello di una separazione coercitiva da uno dei due genitori si associa anche la separazione dall’altro per motivi scolastici, il tutto può diventare ancora più doloroso e complicato da gestire ed accompagnare. In questi casi il bambino vive forzatamente il distacco dal suo ambiente familiare ed essere presenti ed accorti ad accogliere ogni disagio può essere preventivo a problemi più gravi.Certo non è un lavoro semplice per un genitore alle prese con la propria sconfitta (perché in ogni caso la separazione rappresenta una sconfitta per l’essere umano) e proprio per questo da Mediatore familiare ritengo che un percorso di supporto alla genitorialità nella prima fase della separazione può essere di aiuto e di accompagnamento sia ai genitori che ai bambini che avranno al loro fianco genitori più responsabili e pronti ad accogliere le difficoltà ed i messaggi celati dimostrati dai figli in questo periodo. La comunicazione, l’ascolto e la capacità di accogliere ogni difficoltà e disagio tipico di questo periodo potrebbe essere di notevole aiuto per l’accettazione della già difficile situazione. Accedere, oggi, ad un percorso di Mediazione familiare e quindi poter fare un percorso di supporto alla genitorialità non è difficile, basta chiedere informazioni al proprio Avvocato, al Giudice, al Consultorio di zona, agli Assistenti sociali oppure fare delle ricerche su Internet per ricercare il Centro o l’Associazione dove viene erogato il Servizio pubblico o Privato. Attualmente, visto e considerato l’importanza dello strumento di Mediazione familiare, molti Comuni si sono attivati per avere uno Sportello pubblico di “Mediazione Familiare”. L’unica accortezza da utilizzare è informarsi sulla formazione e sull’esperienza dei Mediatori. Un indice di garanzia è la formazione secondo gli standard europei. A tutti i bambini e genitori alle prese con queste problematiche auguro un sereno superamento della difficoltà e del nuovo anno scolastico.•
a cura di Dott.ssa M.Rosaria Sasso
Mediatore Familiare (Consigliere Aimef per il Lazio)