Quarantena. Isolamento. Lockdown. Parole che sono entrate prepotentemente nelle chat di noi genitori e nelle chiacchiere dei nostri bambini… imperversano sui Social, in televisione e nei canali d’informazione in un rincorrersi di notizie, supposizioni e pareri di “esperti” che contribuiscono a formare una nebbia di sconforto e senso di fatalità che può diventare difficile da dissipare.
Affrontare la realtà diventa ancora più complicato quando queste da parole si trasformano in quotidianità, e da un momento all’altro ci si ritrova catapultati in un limbo domestico fatto di immobilità, frustrazione e, talvolta, anche angoscia e preoccupazione.
Se tutto questo è complesso per un adulto,
immaginiamoci per i nostri bambini.
Pur partendo dal presupposto che ogni situazione è a sé, credo che sia importante sottolineare come, in assenza di malessere, l’emozione più frustrante da gestireper il bambino può essere proprio la noia. Come sempre, sarebbe bene evitare gli estremismi, pressando i nostri figli con suggerimenti su cosa fare e cosa non fare per riempire la loro giornata, così come lasciarli soli tutto il giorno davanti al televisore o allo smartphone.
Annoiarsi un po’ non è, di per sé, un fenomeno negativo. Può permettere infatti di apprezzare di più, o comunque di vedere sotto un altro punto di vista, ciò che tutti i giorni diamo per scontato: l’allegria dei compagni di scuola, la didattica in presenza, i tragitti per recarsi a scuola, persino le interminabili visite al supermercato o le lezioni di inglese, musica, sport e chi più ne ha più ne metta.
La chiave, in questi casi,
è non lasciare soli i bambini a gestire queste emozioni. Anche solo un semplice “hai visto? Oggi sei riuscito a bere il tuo latte senza scottarti” a colazione può contribuire a far prendere una piega positiva a una giornata che si preannunciava grigia e solitaria.
Didattica a distanza e smartworking non giocano a favore di queste dinamiche? Riappropriamoci delle ore serali, delle pause dal lavoro, magari coinvolgendo nostro figlio nella preparazione del pasto, realizzando insieme un lavoretto, un origami o perché no, delle decorazioni natalizie, visto che non manca molto. Leggiamo un libro. Focalizziamoci su quello che questo tempo ci sta permettendo di fare, anziché su quello che non possiamo fare.
Combattiamo la negatività imparando e arricchendoci.
Di Benedetta Benini
esperta di processi di apprendimento, psicomotricista funzionale® e insegnante
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