Dentro ai ricordi dei sogni dei bambini

Spesso i bambini, al mattino, raccontano le belle o brutte avventure che hanno accompagnato il loro sonno durante la notte; ricordano con chiarezza e lucidità ciò che li ha fatti gioire o impaurire, evocando un'atmosfera simile a quella del mondo delle fiabe.

Nelle loro narrazioni, ricche di particolari e dettagli, traspare tutto il mondo immaginativo che li caratterizza e che esprimono con vivezza soprattutto nei disegni.

Ecco cosa hanno risposto alcuni bambini di 6 anni alla domanda: “cosa ricordi dei tuoi sogni e per te che cosa sono?”

“Per me i sogni sono infiniti, sono come le storie incantate, sono come delle cose che sono successe ma che poi in realtà non sono successe!”
Atai
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“Il mio sogno più bello è stato un prato fiorito di campanelle con tante farfalle, in quello più brutto ero dentro il castello della paura e cadevo dentro il fuoco.”
Lorenzo
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“Nel mio sogno più bello camminavo sopra un arcobaleno.”
Alessandro
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“Per me la cosa che si avvicina di più al sogno è la fantasia, i sogni sono delle cose che a volte sono vere e a volte no.”
Liam
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“Nel mio sogno più bello ero in cima ad una montagna, ho fatto un bel salto e sono arrivata sull'arcobaleno!”
Giulia
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“Uno dei miei sogni più belli è stato quello in cui volavo e un uccellino mi dava dei bacini.”
Ramon
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“Sogno sempre le cose che mi fanno pensare al Sole brillante e splendente verso cui volano i bambini.”
Luca
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“Ho sognato che, con tutta la classe, andavamo su una montagna a toccare l’arcobaleno che era uscito e ci macchiavamo tutte le mani. Poi con le mani sporche di pittura dipingevamo un disegno sulla carta e con i pezzi di arcobaleno creavamo colori e disegni. C’erano anche delle bambine che con le scale salivano sull’arcobaleno, che era come uno scivolo, ma se ci salivi sopra ti sporcavi il sedere con i colori …”
Maria
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Mi piace chiudere questa carrellata dei nostri bambini con una frase celebre: “Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.”
William Shakespeare

a cura di Alessandra Testa
giornalista, direttrice 
Responsabile Rovista