Motivazione e apprendimento: legame indissolubile

Dal punto di vista etimologico, la parola “motivazione”, riporta al concetto di movimento. Possiamo pertanto definire la motivazione, come la forza che agisce sull’individuo e lo porta ad attivarsi per raggiungere un obiettivo desiderato.

Ma cosa lega indissolubilmente, la motivazione all’apprendimento? E cosa si può fare perché i bambini non si demotivino, arrivando a perdere la stima in sé stessi e di conseguenza, l’interesse per lo studio? Per rispondere a questo primo quesito, è indispensabile chiarire che la motivazione è strettamente legata alle esperienze che producono emozioni positive, alimentano la voglia e l’intenzione.

Se l’ambiente è poco favorevole, dominato da affettività negative ed incapace di innescare la funzione di veglia (intesa come capacità attentiva e disponibilità dell’individuo a cogliere le informazioni prodotte dall’ambiente), esso produrrà infatti nel soggetto una mancata apertura alle esperienze (ad esempio scolastiche) e in taluni casi, può arrivare a provocare una completa chiusura.

Per quanto concerne il secondo quesito postoci, durante il Congresso Nazionale “Nutrire la Persona”, avvenuto a Milano il 9 novembre 2013 (all’interno della rassegna “aspettando EXPO 2015”), la Dott.ssa Paola Ricci, Psicomotricista Funzionale, fa a tal proposito un intervento illuminante. Attraverso la storia di una bambina che sta dipingendo, la dott.ssa ci aiuta a capire come per motivare un bambino, lo si debba lasciar libero di sperimentare, apprezzando ciò che produce, anche quando questo non appare “perfetto”, agli occhi di chi lo osserva. Questo, perché la “perfezione” risiede all’interno di ognuno e ognuno, la interpreta a proprio modo. Quando la possibilità di esprimersi viene in qualche modo deviata (alla bambina della storia, veniva suggerito di apportare alcune modifiche al suo disegno, perché queste sembravano più apprezzabili agli occhi dell’adulto che le era accanto), il bambino perde interesse (motivazione) e manifesta un senso di inefficacia (frustrazione).

Per essere motivato, trovare fiducia ed affermazione in sé stesso, il bambino deve quindi poter passare da ciò che è di suo interesse, che lo stimola, che gli viene più naturale e che è in grado di produrre emozioni e sensazioni positive, anche quando si parla di ambiente scolastico.

a cura dott.ssa Simona Arletti
dott.ssa in scienze e tecniche psicologiche e psicomotricista funzionale; specialista in difficoltà e disturbi dell’apprendimento