Chi siamo, come pensiamo e come ci muoviamo nel mondo? Lo sguardo, il tono della voce, il movimento del corpo o il suo non movimento, danno segnali e comunicano come effettivamente siamo, al di lá di ció che dichiariamo verbalmente:
il nostro corpo esprime con sinceritá tutto il nostro mondo e almeno l’80% (a dir poco) delle informazioni che diamo ai nostri interlocutori non sono verbali… è la nostra postura che parla di noi!
Ció che sentiamo e proviamo a livello emotivo influenza il nostro modo di esistere e, di conseguenza la nostra postura e per i bambini vale lo stesso concetto… ma quanto siamo consapevoli di tutto ció?
L’enorme responsabilità che abbiamo verso i piccoli è proprio quella di donare loro degli esempi positivi. E il lavoro sulla consapevolezza può essere un punto di partenza… il tempo si può trovare, la pigrizia si può vincere, la modalità si inventa perché abbiamo una vita sola ed è nostro dovere insegnare loro a cercare il proprio benessere e il proprio equilibrio.
Siamo tutti insegnanti, prima con l’esempio e poi con le parole, per questo ritengo fondamentale educarci ad essere posturalmente aperti, flessibili, desiderosi, ed entusiasti. Perché anche l’entusiasmo e la gioia si esprimono con il corpo senza bisogno di particolari descrizioni verbali… sono certa che ognuno di noi può accedere ad immagini che ci danno l’esatto esempio di “gioia” o “tristezza” in termini di “atteggiamento del corpo”!
Se consideriamo il corpo di nostro figlio come se fosse una pianta che sta crescendo con l’imitazione, è evidente come ogni giorno di più inizierà ad assomigliarci e copierà il nostro modo di vivere: la scelta di essere più felici la possiamo fare ogni giorno, cominciando da accorgerci che i dolori sono segnali e che dobbiamo ascoltarli. Nel movimento, in questo caso parlo del mio personale metodo che fonde il pilates con altre discipline olistiche, possiamo riscoprire il nostro “sentire”: dai piedi possiamo imparare a sentire come portiamo il peso nel mondo, dalle braccia e dalle mani come afferriamo le cose, anche le situazioni, dalle gambe come procediamo nella vita, dal petto come nascondiamo le emozioni.
Imparando a conoscere noi stessi fisicamente possiamo accedere ad informazioni che ci erano sconosciute.
Quel dolore alla schiena che non se ne va... che non è da trattare solo con farmaci probabilmente... immaginiamo un mondo possibile, dove il movimento assume il vero valore che ha, quello di “essere” per portare più verità nell’ambiente dove viviamo e soprattutto al bene più prezioso che abbiamo: i nostri bambini.
a cura di Elena Evangelisti
counselor, insegnante di Pilates, ginnastica posturale, Shiatsu, Thai massage e nuoto