Forse non tutti sanno che una corretta igiene nasale è molto di più che un ottimo modo per tenere lontani raffreddori e malanni di stagione.
Una corretta igiene nasale è fondamentale per assicurare il corretto sviluppo del linguaggio dei nostri bambini.
I ritardi di linguaggio, infatti, possono spesso avere come base la presenza di otiti e sordità trasmissiva (calo di udito) dovute alla presenza di catarro nelle orecchie. Il catarro all’interno dell’orecchio medio imprigiona la catena ossiculare (incudine, staffa e martello) impedendo in questo modo un corretto trasferimento della corrente meccanico acustica, dalla membrana timpanica al nervo acustico.
Il bambino non soffiandosi il naso permette al muco di migrare dal naso attraverso la tuba d’Eustachio fino all’orecchio medio alterando la percezione dei suoni e, di conseguenza, la produzione del linguaggio espressivo può risultare alterata.
Pertanto l’igiene nasale è fondamentale per prevenire le otiti in prima infanzia e impedire che si instaurino meccanismi devianti come la respirazione orale e per permettere un fisiologico sviluppo del linguaggio.
Il naso è la porta d’ingresso dell’aria nel nostro corpo: la umidifica, la purifica, la riscalda e permette la respirazione indispensabile per la sopravvivenza.
Quando il naso è otturato la respirazione diventa di tipi orale, si respira cioè solo con la bocca.
Nel neonato e nel bambino piccolo quando la manovra del soffiarsi il naso non è ancora stata acquisita la rimozione delle secrezioni nasali spesso dense deve essere forzatamente meccanica con soluzione fisiologica attraverso l’aspirazione o con lavaggi nasali.
La pulizia del nasino è importantissima nei primi mesi di vita e andrebbe eseguita tutti i giorni come gesto d’igiene quotidiana e, in presenza di raffreddore, dovrebbe essere ripetuta anche più volte nello stesso giorno.
I bambini più grandi è necessario che imparino a soffiarsi il naso in modo autonomo. Una corretta modalità prevede di soffiare il naso una narice per volta, poi entrambe le narici a bocca chiusa.
Occorre che il bambino impari a soffiare in modo indipendente dalla bocca e dal naso. È scontato che il bambino sappia riconoscere cos’è la bocca, dov’è e a cosa serve; dov’è il naso e a che cosa serve.
Per imparare a soffiare con la bocca vi sono molti giochi propedeutici.
Esempio: soffiare su candeline, palline di polistirolo, bolle di sapone, trombette, fischietti ecc... Una modalità che uso in terapia e che piace molto ai bambini è prendere un bicchiere di carta, effettuare un piccolo foro, inserire una cannuccia e coprire il bicchiere con un guanto di lattice dove si è disegnato un faccina sorridente. Quando il bambino soffia il guanto si gonfia come fosse un palloncino, la manina si gonfia e si sgonfia procurando tanto divertimento al bambino e nel contempo tanto esercizio.
Insegnare a soffiare con il naso è più impegnativo.
Nella mia pratica clinica effettuo un massaggio facciale, che insegno ai genitori, per liberare le vie respiratorie.
Al massaggio accompagno il racconto di una storiella divertente. Successivamente, chiudendo una narice, cerco di far fare al bambino le bolle di sapone prima con una narice, poi con l’altra e infine solo con la bocca.
Questo aiuta i bambini a imparare a direzionare l’aria in modo efficace per liberare il naso e provare soddisfazione nel vedere il proprio “prodotto “nel fazzoletto.
a cura dott.ssa Morena Manzini
logopedista, counselor relazionale