Come nasce il linguaggio nei bambini?

Il linguaggio non nasce improvvisamente: lo sviluppo comunicativo precede e prepara il successivo sviluppo linguistico.

L’uomo è predisposto geneticamente e in modo innato ad acquisire il codice linguistico, ma necessita di un’esposizione ambientale.

Comunicare non significa solo parlare correttamente. Ma anche usare il linguaggio come strumento per condividere efficacemente informazioni con gli altri. (De Hylmes, 1972)

Per giungere a parlare, il bambino deve prima imparare a comunicare.

Spesso parliamo ai nostri bambini solo attraverso una serie di istruzioni: hai fatto i compiti, hai messo via i giochi, ti sei lavato i denti? ecc… perdendo così il piacere di parlare e il potenziale che sta dietro al comunicare ovvero conoscerci profondamente...

Spesso il tempo dedicato a parlare è percepito come tempo sprecato, non c’è mai abbastanza tempo.

E’ necessario considerare il linguaggio come un atto, un’azione e quindi come uno strumento per fare, per costruire relazioni, legami, progetti, condivisioni e conoscenze.

Il padre così come la madre o chi si occupa del bambino diventa modello per insegnare a comunicare.

Prenderemo in esame una componente del linguaggio: la componente pragmatica.

 

La pragmatica è una componente del linguaggio che regolamenta le regole comunicative.

- Distanza prossemica (i gesti i comportamenti la gestione dello spazio e le distanze all’interno di una comunicazione.

- Intonazione e tono della voce

- Rispetto dei turni di comunicazione

- Aggancio di sguardo

- Capacità di adeguare il comportamento ai diversi interlocutori e contesti.

Il bambino impara osservando ciò che fanno gli adulti che divengono  modello di apprendimento.

Ci sono alcune regole semplicissime, che forse la maggior parte di noi segue abbastanza spontaneamente, che se applicate sin dall’inizio, aiutano il bambino nello sviluppo del linguaggio:

- Non prevenite quello che sta cercando di dirvi, togliendogli le parole di bocca

- Aspettate che abbia finito di parlare. Poi ripetete la frase o la parola in modo corretto (ma senza correggerlo).

- Rispettate il proprio turno nella conversazione

- Durante gli scambi comunicativi mantenere l’aggancio di sguardo

- Usate frasi per descrivere quello che il bambino sta facendo. Ad esempio. “Hai preso la macchina grande!”

- Leggete dei libri ogni giorno, e se non riesce a rimanere attento per la durata della storia, guardate solo le figure e descrivete quello che vedete.

- Non mettetelo davanti alla TV con la speranza che lo aiuti a sviluppare il linguaggio. E’ provato che non solo non funziona, ma è anche deleterio, togliendo tempo prezioso al gioco.

- Non lasciatelo perennemente con il ciuccio in bocca!

- E naturalmente, evitate in ogni modo di fare confronti con altri bambini.
Ogni bambino ha i suoi tempi, e se vostro figlio ha qualche difficoltà l’ultima cosa che ha voglia di sapere è che sua cugina di 3 mesi più piccola già riesce a dire precipitevolissimevolmente.

Uno stile centrato sul bambino, in cui il genitore riprende e interpreta ciò che il figlio dice espande e arricchisce la produzione del bambino, promuove l’acquisizione linguistica.• 

a cura dott.ssa Morena Manzini
logopedista, counselor relazionale