Noi genitori sappiamo fornire loro un’adeguata protezione, senza restare intrappolati in comportamenti negligenti o, peggio ancora “iperprotettivi”?
La parola “protezione” rimanda ad un profondo senso di dinamismo, movimento, azione; non a caso infatti il dizionario la definisce come “l’azione del proteggere e del riparare’’ oppure “una difesa contro ciò che potrebbe arrecare danno”.
Essa inoltre suggerisce implicitamente la presenza di una relazione verticale tra due persone che hanno poteri diversi; da una parte, in una posizione di rilievo e di potere, chi protegge e, dall’altra, in una posizione più sottostante, chi riceve la protezione; esattamente come il genitore che si prende cura del proprio bambino in quanto “dipendente in maniera naturale”.
Proprio grazie a questa relazione di appartenenza il bambino, crescendo, potrà sperimentare quella fase di separazione ed individuazione.

Questo contenuto? È Certificato!
Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.
Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!
Come educare i figli all’autonomia?
Uno dei compiti più difficili dei genitori è proprio quello di educare il figlio all’autonomia e all’indipendenza, di pensiero ed economica; renderlo autosufficiente gradualmente aiutandolo nella costruzione di un proprio pensiero critico; prepararlo al mondo in assenza della loro ala protettiva, per aiutarlo crescere come un adulto consapevole.
Eppure esistono molte famiglie in cui il senso di protezione viene mal interpretato e confuso con l’impossibilità di lasciare andare e separarsi. In queste famiglie, definite come “invischiate”, la garanzia di sicurezza e protezione viene promossa esclusivamente all’interno della famiglia stessa, demonizzando il mondo esterno che è ritenuto come estremamente pericoloso.
Questo atteggiamento famigliare genera comportamenti di forte dipendenza affettiva e suscita paradossalmente moltissimi sensi di colpa nella persona che si ritrovasse anche solo per un attimo a pensarsi fuori da quella casa; non solo perché terrorizzato dal mondo esterno ma anche per aver tradito un patto di lealtà famigliare che ha come assunto: “non ci dobbiamo separare”.
Inoltre, questi comportamenti genitoriali iperprotettivi non fanno altro che accentuare quella distanza tra protettore e protetto, infondendo scarsa fiducia e un senso di impotenza generale sul mondo.
Far credere ad un membro di una famiglia di non essere capace di poter svolgere qualunque compito da solo, in autonomia, è una forma di maltrattamento al pari della violenza fisica e psichica. Se vuoi approfondire, può esserti utile leggere: Interpretare i disagi – fisici e psichici – dei nostri bambini
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Scegliere l’home schooling: quali i pericoli?
Un fenomeno che lentamente sta prendendo piede anche in Italia negli ultimi anni e di cui io stessa ho ricevuto moltissime testimonianze è la “parental school” o “homeschooling”, cioè la decisione genitoriale di ritirare i propri figli da scuola ed istruirli a casa. Inutile dire che questo fenomeno mostra, a mio avviso, diverse problematiche per lo sviluppo psichico e relazionale del bambino, riportandoci al concetto di iperprotezione.
Non più la scuola che ti obbliga a relazionarti con altri bambini che non hai scelto tu, o a “subire” atteggiamenti non sempre gentili dei propri insegnanti, ma la famiglia che si erge come unica salvatrice dell’educazione del proprio figlio. In questo modo, non solo si perpetra quella demonizzazione dell’esterno a favore dell’idealizzazione dell’interno, ma anche un non riconoscimento dei bisogni individuali del bambino. A questo proposito, puoi approfondire leggendo: L’affascinante mondo sociale dei bambini e le relazioni tra pari
Quali conclusioni possiamo trarre?
Impariamo a credere nelle sue capacità e a dargli fiducia, cosi come noi genitori abbiamo dato fiducia alla nostra parte più fragile, quella che gli altri spesso non hanno visto e valorizzato.
E se vuoi proseguire, può esserti utile leggere: dare rispetto per dare valore

PATRIZIA VALENTI
psicoterapeuta sistemico-relazionale Direttrice "STF Studio Terapia Familiare"
CONTATTI web: studioterapiafamiliare.com
tel. 339.733.47.11
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