insegnare a parlare ai bambini: un’esperienza irripetibile

Dal momento della nascita ogni bambino inizia a costruire la rete di connessione neuronale che costituirà la sua mappa cognitiva mentale.

Il bambino deve essere incoraggiato e stimolato  alla conquista delle  autonomie personali e domestiche ma deve anche essere guidato ad associare il maggior numero dei suoi pensieri  a parole e frasi ovvero codificare verbalmente oggetti e azioni abituali. Il bambino ascoltando  il linguaggio verbale deve essere in grado di evocare rapidamente rappresentazioni mentali.

Tutti i bambini alla nascita posseggono le analoghe potenzialità ma di grande importanza è l’ambiente, il contesto in cui il bambino fa le sue esperienze. Il primo contesto è la famiglia, il secondo la società, il terzo la scuola.

Il linguaggio è la capacità di codificare il pensiero, cioè di trasformare il pensiero in una forma fisica udibile o visibile per poterlo condividere e comunicare ad altri.
Il linguaggio orale e scritto è costituito simultaneamente da:
funzioni o scopi per cui il linguaggio é usato; contenuti di pensiero (gli argomenti ciò che si vuole dire);
forme linguistiche ovvero le parole e frasi più appropriate per esprimere un concetto.

Le relazioni logiche rappresentano i mattoni con i quali saranno costruiti i più complessi schemi logici che sono le chiavi di accesso al linguaggio-discorso.

Occorre far iniziare i bambini a denominare adoperando oggetti comuni e guidare i bambini al maggior numero di relazioni logiche: azione o funzione, parti, attributi, classi e sottoclassi, paragone, spazio ecc... la descrizione rappresenta il primo schema logico.

Dato il nome di una cosa il bambino deve evocare una o più azioni o funzioni. Esempio: che cosa si fa con la bocca. E con una bambola?
Data un’azione o funzione il bambino deve essere in grado di rievocare uno o più oggetti: sai dirmi il nome di una cosa che serve per mangiare?

Data un azione il bambino deve rievocare il maggior numero di cose: prova a dirmi tutte le cose che ti vengono in mente che servono per mangiare...
Dato un oggetto trovare una o più sue parti: sai dirmi di quali parti si compone la testa?
Data una parte ritrovare l’oggetto: sai dirmi il nome di una cosa che ha gli occhi?
Data una parte il bambino deve rievocare il maggior numero di cose: mi elenchi tutte le cose che ti vengono in mente che hanno gli occhi?
Trovare gli attributi di un oggetto: sai dirmi come può essere un albero?
Dato un attributo il bambino deve evocare la cosa: sai dirmi il nome di una cosa che è rotonda?
Dato un attributo il bambino deve rievocare il maggior numero di cose: mi elenchi tutte le cose che ti vengono in mente che sono morbide?

La capacità di parlare con chiarezza precisione iniziando da cose conosciute, garantisce alle giovani menti il possesso di numerose relazioni logiche da applicare poi a cose conosciute ma non presenti e infine a cose sconosciute.

Con l’ingresso alla scuola primaria le giovani menti impareranno l’uso di schemi logici scritti  da applicare a contenuti nuovi, astratti e lontani nello spazio/tempo.

Un’educazione all’uso del linguaggio-discorso, ben programmato fino dagli anni della scuola dell’infanzia e proseguita nei primi anni della primaria, rappresenta la base per una positiva evoluzione cognitiva, affettiva, sociale di tutti i bambini(Testo tratto da Insegnare a parlare Jacqueline Bickel)

Prima dell’ingresso alla scuola primaria  il bambino deve essere invitato a riflettere sulle cose attraverso esperienze concrete, deve saper fare. 

a cura dott. ssa Morena Manzini
logopedista, counselor relazionale