La nostra voce non è solo questione di gola ma anche di abitudine!

Sarà ché siamo abituati a darla per scontato, ma quando improvvisamente ci troviamo senza (o quasi) ci rendiamo conto di quanto sia importante per noi. È la nostra voce. 

Quando parliamo, il nostro primo comportamento è quello respiratorio che prevede attraverso l'espirazione di mantenere l’energia per la produzione vocale. Il secondo comportamento è la fonazione (voce e prosodia, modulazione della voce). Il terzo comportamento è la risonanza ottimale tramite il bilanciamento del vocal tract (laringe, faringe, bocca, fosse nasali e seni paranasali). 

I disturbi della voce, in termine medico disfonie, sono piuttosto comuni, soprattutto tra coloro che fanno un uso professionale e/o artistico della voce. Un sistema alterato è un problema di comportamento a carico di tono muscolare inadeguato, modello respiratorio, adduzione/abduzione delle corde vocali, vibrazione cordale, bilanciamento della risonanza. Tra le categorie più colpite citiamo sicuramente gli insegnanti e i cantanti che, proprio per l’uso intensivo delle corde vocali, sono più soggetti a questo tipo di problematiche… ma non solo. 

Alla base del disturbo, che può avere diversi indici di gravità, abbiamo il malmenage ed il surmenage vocale, ossia il parlare troppo e con modalità sbagliate: i bambini, ad esempio, urlano e gridano per molte ragioni differenti. Nel primo anno di vita, usano il pianto e le grida per comunicare con il mondo esterno: presenza di dolore o fastidio, fame… i bambini più grandi urlano anche di fronte ai propri limiti; per scaricare la tensione, per rabbia, altre volte per ottenere l’attenzione degli adulti. 

L’abuso vocale nei bambini è dato dal parlare ad alta voce, gridare, schiamazzare, tossire o schiarirsi la gola può provocare un trauma da sfregamento, con conseguente disfonia (cattiva voce). L’abuso vocale però produce un’infiammazione generale o lesioni focali che danno voce rauca, aspra o soffiata. Per prima cosa se l’alterazione della voce persiste e vi sono episodi di afonia (assenza di voce) occorre consultare uno specialista otorinolaringoiatra che effettua la diagnosi e prescrive l’eventuale cura farmacologia per l’infiammazione o suggerisce il trattamento logopedico per la rieducazione funzionale della voce. 

I genitori hanno una parteimportante nella terapia dell’abuso vocale: si devono cioè porre come modello fonatorio e per aiutare i bambini è importante anche un adeguato counseling al genitore da parte del logopedista. 

La riabilitazione logopedica deve essere precoce per impedire il cronicizzarsi di abitudini respiratorie e vocali errate della disfonia infantile. Essa è composta da un intervento indiretto e uno diretto. Il trattamento indiretto è un counseling rivolto ai genitori e comprende anche consigli di igiene vocale. Il trattamento indiretto serve ad eliminare le abitudini scorrette a livello vocale sia in ambito familiare che scolastico e sociale. 

L’intervento diretto comprende diversi esercizi, strategie e suggerimenti da mettere in atto. Le tecniche di visualizzazione sono utili con i bambini per il raggiungimento degli obiettivi, le attività che si svolgono possono riguardare rilassamento, soffio, postura, controllo dell’emissione vocale, tutto chiaramente proposto in forma ludica; dove gli esercizi sono sempre graduali e coinvolgenti. 

Trascurare il problema, al contrario, può portare alla necessità di intervenire in maniera più invasiva fino ad arrivare in età adulta alla chirurgia, anche se questo tipo di approccio non è comunque risolutivo, dal momento che riprendendo il consueto utilizzo della voce si rischia in breve tempo di indurre la formazione di nuovi noduli cordali. 

Ancora una volta, quindi, la prevenzione e la corretta educazione (in questo caso vocale) sono fondamentali per ridurre il rischio di sviluppare un disturbo più serio.• 

a cura dott.ssa Morena Manzini
logopedista, counselor relazionale