Uno degli psichiatri e sociologi più apprezzati di Italia risponde alle nostre domande sul tema di questo numero. Appena uscito in libreria con Baciami senza rete (Mondadori), Crepet vede Genitori come «un interessante progetto di sostegno alla genitorialità e un ottimo modo per stare al fianco delle famiglie, ragionando e senza intromettersi nelle loro scelte»
Professore, pensa che i bambini di oggi siano più “ecologici”, e quindi più attenti alle sorti dell'ambiente, dei bambini di ieri?
«No, assolutamente no. L'attenzione per l'ecologia non è certo scritta nel dna delle persone. Tutto dipende dal contesto in cui si cresce e dall'esempio che si riceve. Quando parecchi anni fa vivevo in Danimarca, per esempio, i bambini non sapevano nemmeno cosa fosse l'immondizia non differenziata. Da noi, invece, si fa ancora fatica a farla diventare un'abitudine.»
Qual è il ruolo dei genitori nel trasmettere ai figli una condotta rispettosa del mondo che li circonda?
«I bambini piccoli non hanno proprie idee; introiettano e fanno proprio il comportamento dei genitori. Se i genitori credono e, soprattutto, agiscono nell'ottica del risparmio delle risorse o del riuso dei materiali allora sarà più facile che i figli un domani facciano altrettanto. Se, al contrario, non ne son convinti, meglio star zitti piuttosto che provare a insegnare per dovere un qualcosa che poi si fatica a mettere in pratica. La lezioncina da sola è noiosa e rischia addirittura di risultare inutile. Per esempio, buttare il cibo che avanza in casa è un brutto messaggio per chi ci guarda come lo è questo consumismo spregiudicato che ci porta ad accumulare oggetti e a credere di aver bisogno anche di ciò che non serve.»
E la scuola cosa può fare per diffondere una cultura più “sostenibile”?
«La scuola può fare moltissimo. E da subito. Già dalla scuola per l'infanzia è possibile trasmettere buone pratiche: dare l'esempio spiegando e giocando è un metodo pressoché infallibile. E, poi, man mano che i bambini crescono, approfondendo con nozioni più articolate. Una su tutte: i numeri dell'alimentazione. I bambini lo sanno che un maiale consuma d'acqua molto di più di una gallina? E che se vogliamo bene al mondo sarebbe meglio smettere di mangiare carne di maiale?»
Si può avere fiducia nelle nuove generazioni? Secondo lei, saranno in grado di fare quel che noi non siamo stati in grado di fare e salvare il mondo?
«Ma certo, si può e si deve aver fiducia nelle nuove generazioni. Tutto dipende, ovviamente, dalla maturazione di un popolo e dalle sue consapevolezze. Vent'anni fa in Italia la raccolta differenziata non la faceva nemmeno il Trentino Alto Adige, ma pian piano smetterà di essere una scocciatura e diventerà una prassi. L'unico modo affinché questo avvenga in fretta è smettere di teorizzare. Parlare non serve a niente, bisogna fare. L'ecologia non è solo quello che fai nel tuo piccolo caso, devi guardare al mondo. Questo va insegnato ai bambini, ad avere uno sguardo più ampio, a valutare le differenze e le ingiustizie. Certo, se poi ci riempiamo la bocca di bei discorsi e papà continua a buttare la plastica dal finestrino della macchina tutto è inutile...»
intervista di Alessandra Testa
giornalista, direttrice responsabile Genitori
foto credits Leonardo Cendamo