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L’unica droga accettabile? La creatività!
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Maria Rita Parsi

L’unica droga accettabile? La creatività!

La psicoterapeuta Maria Rita Parsi pensa sempre ai suoi piccoli allievi – chiama così i pazienti – quando risponde alle domande che le poniamo. «Solo l'integrazione fra corpo, mente e immaginario – sottolinea – permette ai bambini di vivere in equilibrio, in pieno benessere psico-fisico e mentale».

Dottoressa, quanto è importante l'immaginazione nella crescita?

«Rispondo con una frase di Albert Einstein: la mente intuitiva è un dono sacro, la mente razionale un fedele servo. In ogni essere umano in armonia dialogano mente, corpo e immaginario. La formula per il raggiungimento di un equilibrio, già in tenera età, è l'integrazione di queste tre dimensioni. La società non deve sacrificare in nome del razionale l'intuito che i bambini hanno per natura. La valorizzazione dell'immaginazione e della fantasia, che è ciò che sviluppano per mettere in scena quanto sperimentano, è fondamentale».


Ci sono giochi che aiutano a stimolare l'immaginazione?

«Ce ne sono tanti: sollecitare il bambino a scrivere una storia e poi disegnarla. Utilizzare materiali differenti: oggetti transizionali, colori, costruzioni, pezzi di legno, forme da manipolare. O ancora il gioco del "far finta che", utilissimo per raggiungere l'autoconsapevolezza, riconoscere le emozioni proprie e altrui, esplorare mondi sconosciuti, esercitare abilità cognitive e relazionali, sviluppare le prime forme di pensiero astratto, arricchire il proprio lessico e comprendere un punto di vista diverso. Il gioco simbolico presuppone un'imitazione differita: correre sul manico di una scopa, immaginando di essere a cavallo, è l'esempio più classico».


Qual è il ruolo dei racconti di fantasia elaborati dai nostri figli?

«Rappresentano ciò che a livello inconscio i bambini mescolano fra ciò che vivono e ciò che rielaborano. È per il bagaglio di informazioni che offrono che noi terapeuti li analizziamo spesso nel lavoro terapeutico. Osservare come i bambini immaginano le situazioni significa avere degli strumenti in più per capire anche i loro traumi. L'inconscio non perdona perché abita del significato di sogni, lapsus, battute di spirito, atti mancati e libere associazioni. Saper decrittare l'inconscio significa imparare a conoscere veramente se stessi».


Come può l'immaginazione farsi scialuppa di salvataggio nei momenti di difficoltà?

«Etimologicamente, la parola immaginare deriva dal latino "imago", immagine. Un andare per immagini, che va dai ricordi fino all'anticipazione di un desiderio. Si immagina attingendo a quel che si conosce, alle proprie esperienze, alle situazioni che hanno stampato in testa delle immagini e che aiutano a proiettarsi nel futuro. Se il corporeo è il teatro dell'anima, il luogo anche della somatizzazione, e il reazionale rappresenta la rielaborazione che canalizza le situazioni, l'immaginario è un'attività che si è nutrita di tutto quello che ci è accaduto nel tempo e che racconta di noi. Può diventare terapeutica se diventa mezzo per trovare soluzioni, saltare ostacoli e rielaborare lutti».


"E riprendiamoci la nostra fantasia", recitava il ritornello di una vecchia canzone dello Zecchino d'oro. I bambini di oggi sono troppo sollecitati dalla tecnologia?

«Molti esperti concordano sul fatto che regalare pochi giocattoli li aiuti a sviluppare la capacità di risolvere i problemi. La stessa cosa vale per il virtuale: la sovra-stimolazione rischia di essere dannosa. L'immaginazione può essere addomesticata o asservita o limitata da tutto ciò che li bombarda costantemente. Lo dico senza mezzi termini: sono contrarissima all'immaginazione stimolata dal virtuale. Ha tempi di fruizione troppo rapidi e fornisce stimoli già pronti, che vanno a sostituirsi a quell'immaginario che i bambini si costruirebbero autonomamente. Vi è poi il rischio di trovarsi davanti a prodotti pericolosi come Squid Game, a cui aihmé accedono anche i più piccoli. Servono poche regole, ma chiare. L'esposizione al virtuale deve essere ridotta all'indispensabile: l'unica dipendenza accettabile è l'immaginazione».

ALESSANDRA TESTA
giornalista, direttrice responsabile Rivista Etica "Genitori"

CONTATTI e-mail: redazione@bambiniegenitori.it


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