Per comprendere a fondo cosa sia il metodo Pilates sarebbe ideale provarlo per accorgerci di come, normalmente, ci muoviamo in modo sbagliato, senza ascoltare davvero il nostro corpo.
Tutto inizia da un bambino molto gracile, che soffriva di rachitismo e febbri reumatiche.
La caratteristica principale del Pilates prende origine proprio dal suo inventore perchè tre sono gli aspetti principali di questo metodo: pratica, pazienza e perseveranza.
Purtroppo oggi sono caratteristiche che spesso vengono lasciate in secondo piano prediligendo la fretta e il bisogno di raggiungere risultati elevati in tempi brevi. Il Pilates invece ci insegna il contrario. Ci insegna a far forza solo sul noi stessi, a contare sulle nostre capacità e ad ascoltarci. Joseph Pilates aveva un sogno: quello di insegnare il suo metodo nelle scuole, ai bambini.
Se fin da piccoli imparassero a correggere e ascoltare il proprio corpo in maniera differente avremmo adulti più consapevoli e radicati. Pilates aveva chiamato il suo metodo Contrology, con riferimento al modo in cui incoraggia l’uso della mente per controllare il corpo. Esercizi che si concentrano sui muscoli posturali, che aiutano a tenere il corpo bilanciato e sono essenziali a fornire supporto alla colonna vertebrale. Esercizi che permettono di acquisire consapevolezza del respiro e rinforzando i muscoli del nostro centro (power house): pavimento pelvico, addome, glutei, adduttori.
Ecco i principi basilari del Pilates:
1. la respirazione;
2. il baricentro (power house), visto come centro di forza e di controllo di tutto il corpo;
3. la precisione: ogni movimento deve avvicinarsi alla perfezione, un lavoro a circuito chiuso dove l’insegnante deve avere continui feedback dall’allievo;
4. la concentrazione;
5. il controllo, controllo su ogni parte del corpo, non si devono effettuare movimenti sconsiderati e trascurati;
6. la fluidità, il Pilates è “poesia in movimento”;
7. l’ isolamento, la concentrazione mentale sull’esercizio porta a sezionare il nostro corpo attraverso il lavoro di isolamento di alcune fasce muscolari profonde, rispetto ad altre;
8. pratica, pazienza e perseveranza.
È importante aiutare i nostri bimbi a concentrarsi sul “sentire”, sull’ascolto del proprio corpo come strumento che li possa sostenere. L’esercizio fisico fatto ed eseguito non come performance, ma come metodo per rafforzare le proprie esperienze. Davanti ad una società che porta all’esasperazione gli stimoli a cui vengono sottoposti i nostri ragazzi, il Pilates può essere un sostegno nel processo di “cambiamento” della propria postura fisica e mentale costruendo dentro sé un’immagine “differente” che possa favorire l’adattamento senza danneggiare. Il mondo può cambiare attraverso i bambini.
a cura di Elena Evangelisti
counselor, insegnante di Pilates, ginnastica posturale, Shiatsu, Thai massage e nuoto