Scoprire l’altro attraverso il gioco

SI PUÒ SCOPRIRE DI PIÙ SU UNA PERSONA IN UNA ORA DI GIOCO CHE IN UN ANNO DI CONVERSAZIONE” Platone

Giocare rappresenta per chiunque un’esperienza fondamentale per lo sviluppo psico-fisico, infatti, durante le prime attività ludiche si sperimenta e si conosce il mondo per la prima volta. L’epoca tecnologica che viviamo rappresenta un limite per qualsiasi tipo di gioco che non sia elettronico.

La crescente diffusione di questi giochi abbassa l’età in cui ci si approccia a videogame e consolle e innalza la quantità di tempo speso con questi strumenti.

Il perno per stabilire quanto limitante possa essere approcciarsi al gioco solo attraverso l’elettronica è il tempo che ne viene investito: giocare con i videogame deve essere UNA DELLE ATTIVITÀ LUDICHE E NON L’UNICA. Tale attività non dovrebbe superare l’ora e mezza circa al giorno e non deve essere continuativa.

La modalità di gioco che vogliamo far perseguire può non essere quella che il bambino sceglierebbe, ma è comunque importante mantenere chiaro un concetto: il gioco deve essere il più sfaccettato possibile e deve comprendere attività di tipo fisico come correre, saltare o nuotare, attività cognitive tipo disegnare, o manipolare oggetti, attività con i pari quindi attività di gruppo o gioco a due. Quale può essere il tipo di gioco più “adatto”?

Fondamentalmente è che sia qualcosa di gradito al bambino, ma che tenga conto di alcuni principi: ambienti arricchiti, un mix di oggetti vari, colori, fogli colorati, acquarelli, pasta modellabile, cartoncini, spaghi, corde, omini e bambole snodabili, tutto ciò stimola la plasticità neurale soprattutto nelle prime fasi della crescita. Andando avanti con lo sviluppo possono essere molto graditi giochi con principi didattici che assecondino la naturale curiosità di sperimentare materiali e oggetti nuovi e più complessi.

Johan Huizinga, autore del famoso saggio Homo Ludens, divideva i giochi in due grandi famiglie: la lotta per qualcosa (competizione) e la gara fra chi rappresenta meglio qualcosa (rappresentazione).

Queste modalità sono alcune tra le competenze necessarie nelle relazioni sociali della nostra vita, la modalità con cui le apprendiamo, anche attraverso il gioco, saranno parte del nostro bagaglio emotivo ed esperienziale.

Per il modello della Schema Therapy gli schemi appresi durante l’infanzia saranno la struttura portante della nostra personalità, e rivestiranno un ruolo importante per comprendere il funzionamento del comportamento di un individuo.

a cura dott.sse Annalisa Amadesi, Irene Giardini, Sara Ottonello
psicologhe, psicoterapeute