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Separarsi senza ferire troppo i figli è possibile: scopri i consigli per aiutarli a sentirsi amati e protetti sempre.
Quando un bambino sente parole come “divorzio” o “nuova casa”, il suo mondo si riempie di dubbi:“E’ colpa mia?” È una delle domande che angoscia maggiormente i figli di coppie separate o divorziate, quasi 2,8 milioni nella sola Italia.
Non è raro, infatti, che i più piccoli si ritengano causa di un evento traumatico per la storia della famiglia, al punto da sviluppare difficoltà relazionali, bassi risultati scolastici e una percezione distorta del Sé.

Questo contenuto? È Certificato!
Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.
Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!
Come restare genitori quando l'amore fra coniugi s'incrina o finisce?
Sebbene sia ancora abbastanza diffuso il luogo comune secondo il quale i figli soffrano maggiormente della separazione/divorzio di quanto siano in grado di esprimere, gli studi sottolineano quanto sia sottovalutato il fattore di rischio della conflittualità.
Di fronte ad una separazione, infatti, è necessario rimarcare come un rapporto genitoriale sano sia il principale obiettivo per il benessere dei più piccoli: la famiglia è dunque il legame imprescindibile al quale fare riferimento, soprattutto nelle fasi di transizione, poiché racchiude stabilità, continuità e resilienza.
Si può gestire la separazione nell'ottica di tutela dei figli?
Gli studi sono piuttosto chiari sul ruolo dei genitori durante tutto il processo di separazione: di fronte ad un evento di tale portata, la supervisione e la presenza degli adulti nel benessere educativo dei figli garantisce lo sviluppo di meccanismi di coping utili per l’autodeterminazione e l’autonomia, al punto che tale ruolo di facilitatori consenta ai figli di rendersi indipendenti in età adulta prima dei loro coetanei. Potrebbe interessarti: Far crescere l’autostima dei figli è possibile? 4 consigli per sostenere la loro crescita emotiva
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Come attutire gli strappi emozionali e garantire a loro continuità?
Nelle fasi iniziali della separazione, la coppia genitoriale ha il compito essenziale di rendere ogni momento un passo importante della famiglia poiché, come ogni sistema, essa cambia, si trasforma, evolve e muta nel suo aspetto esteriore, mantenendo tuttavia radici solide e sane.
- Abilità di ascolto attivo
- Comunicazione empatica (che faccia emergere emozioni difficili e nascoste)
- Spazi riservati ai ricordi familiari
Sono elementi cruciali per la continuità del senso di famiglia, limitando quanto più possibile le discussioni della “coppia partner” a tempi e luoghi separati.
In tale condizione è consigliata la mindfulness relazionale, la quale invita gli adulti a riconsiderare la propria coppia in virtù di uno spazio noi, nel quale sviluppare abilità di:
- compassione,
- gestione delle emozioni negative,
- pazienza e accettazione.
Affinché gli attriti individuali riflessi nel sistema familiare possano essere invece accolti e gestiti con maggiore consapevolezza.
Famiglie allargate e nuovi equilibri
In un’ottica compassionevole, vi invitiamo dunque a valorizzare i punti di forza del sistema di appartenenza attraverso:
- Il coinvolgimento dei nonni e dei parenti, poiché in grado di compensare energie, sforzi ed impegno emotivo dei genitori, soprattutto nei momenti in cui la loro attenzione è richiesta per questioni legali ed economiche.
- Il supporto della rete affettiva come strategia di coping nelle fasi di transizione verso un nuovo equilibrio familiare, per la gestione e l’ascolto delle emozioni negative.
- La richiesta di un aiuto professionale che supporti i genitori nell’acquisizione di abilità di elaborazione emotiva e di riscrittura della narrazione familiare.
- Il mantenimento delle routines quotidiane, con particolare attenzione al momento nel quale si va a dormire perché potrebbero emergere sintomi di ansia o pensieri negativi.
- La creazione di spazi nei quali i genitori spiegano con formule brevi ma chiare cosa sta accadendo, rispondono alle domande dei figli e stimolano l’emergere delle emozioni invitandoli a dare loro un’etichetta.
In un momento in cui tutto sembra crollare, l’unica certezza siamo proprio noi adulti: radichiamoci nel momento presente e invitiamo i più piccoli a farlo con noi, perché è nella tempesta che si vede il marinaio.

ALESSANDRA PONTIS
psicologa positiva, autrice e facilitatrice certificata Mindfulness Educators®
CONTATTI web: diariodiunapiscologapositiva.it
Instagram: @diariodiunapsicologapositiva
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