Separazione in famiglia e animali domestici: come proteggere il benessere di tutti?

Scopri come aiutare cane e gatto a ritrovare la serenità dopo una separazione e come farli diventare un ponte d’amore per i figli.

Quando una coppia si separa l’attenzione è rivolta ai figli, alla loro stabilità, ma anche i nostri animali domestici ne subiscono le conseguenze. Per questo, nel riorganizzare le dinamiche familiari, è importante porsi qualche domanda:
Con chi vivrà il nostro animale? 
Come può continuare a far parte della vita affettiva dei figli? 
Come possiamo rendere questo cambiamento meno traumatico anche per lui?

Questo contenuto? È Certificato!

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

Cani e gatti: esigenze diverse, stesso bisogno di continuità

I nostri animali, pur non comprendendo razionalmente quello che accade nelle dinamiche familiari, percepiscono tensioni, cambiamenti, l’assenza di un componente della famiglia.

Cani e gatti reagiscono in modo diverso a questi cambiamenti, ma entrambi soffrono la perdita di stabilità. 

I cani tendono ad adattarsi meglio agli spostamenti, a patto che restino in compagnia delle persone a cui sonolegati. Quando possibile, possono seguire il bambino tra le due case, contribuendo così a dare un senso di normalità e stabilità. Il suo benessere psicofisico dipende dalla stabilità, dalla coerenza dei legami e dalla prevedibilità delle routine quotidiane.

Quando tutto questo si rompe, anche loro ne soffrono e possono apparire inquieti o ansiosi. Se uno dei due adulti se ne va, il cane vive un vuoto affettivo reale. Potrebbe interessarti: Anche i nostri animali provano ansia e stress? Come possiamo insegnare ai figli a rispettare i loro bisogni?

Segnali da non sottovalutare:

  • lamenti o abbai ripetuti quando è solo;
  • eliminazioni inappropriate;
  • calo dell’appetito/fame compulsiva;
  • letargia/iperattività o atteggiamenti distruttivi.
  • cambiamenti nei normali atteggiamenti.

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Cosa possiamo fare per aiutarlo?

Cercare, nel limite del possibile, di mantenere delle routine stabili:

  • stessi orari e stessi rituali quotidiani (passeggiata, pappa, gioco);
  • portare con sé i suoi oggetti familiari (cuccia, coperta, ciotole, giochi)
  • essere presenti e cercare di capire i suoi segnali.

Nei casi di reazioni difficili da gestire da soli, l’aiuto di un medico veterinario comportamentalista può essere molto importante nella gestione di questi cambiamenti.

Gatti e cambiamenti: la casa come sicurezza

Il gatto è un animale che subisce molto i cambiamenti, di qualsiasi tipo.

La sua sicurezza e il suo equilibrio dipendono principalmente dalla stabilità dell’ambiente in cui vive. Questo significa che per lui il cambiamento fisico come trasloco, nuovi odori, spazi sconosciuti è spesso molto traumatico.

Come reagisce un gatto alla separazione? Perdita del controllo sul territorio.

Se deve trasferirsi, vive una forte sensazione di spaesamento: ogni oggetto fuori posto, rumore o odore sconosciuto è percepito come una minaccia. Se la persona di riferimento (adulto o bambino) sparisce, il gatto può andare incontro a stati di apatia, ansia o ipercontrollo del territorio.

Tra le alterazioni comportamentali, la più comune è la marcatura urinaria (pipì su divani, muri o letti), ma anche:

  • graffiare compulsivo;
  • nascondersi per ore;
  • mostrarsi improvvisamente aggressivo o diffidente.
  • vocalizzi molto frequenti.

Anche in questo caso consultare un medico veterinario comportamentalista potrebbe essere una buona idea.

Sicuramente lasciare il gatto nel suo ambiente abituale sarebbe la soluzione migliore, se invece deve cambiare casa, rendere il passaggio graduale:

  1. inserire oggetti familiari (cuccia, tiragraffi, coperte, ciotole con odore noto);
  2. mantenere le stesse abitudini alimentari;
  3. utilizzare, eventualmente, feromoni sintetici per calmare lo stress (diffusore Feliway).
  4. dargli tempo e rispetto.

Il gatto ha bisogno di rielaborare i cambiamenti con i suoi tempi. Evitiamo di forzarlo o sovrastimolarlo. Lasciamo che esplori, si nasconda, osservi.

Gli animali come ponte affettivo tra due case

Gli animali vanno accompagnati con sensibilità, rispetto e coerenza, così da non diventare vittime silenziose di un evento che non comprendono ma che subiscono. In quanto membri della famiglia, nelle decisioni importanti, il loro benessere non va messo in secondo piano.

Il consiglio è semplice ma fondamentale: parlarne con serenità.

Capire con chi il nostro animale domestico vivrà è un argomento che va gestito con intelligenza e sensibilità. La domanda da porsi non è “di chi è l’animale?”, ma “chi può garantire la miglior qualità di vita, a lui e al bambino?”. L’animale domestico può diventare un “ponte” tra le due nuove case e un prezioso alleato emotivo per il bambino. Prendersi cura del suo benessere, anche nella separazione, significa custodire la rete affettiva più intima del proprio figlio.

Perché l’amore, quello vero, non si divide: si moltiplica.

IOLANDA GIOIA
DVM, medico veterinario esperta in fisiatria e fisioterapia

CONTATTI telefonici: +356/7957.1097
Instagram: @physiovetathome

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