Un film da vedere con gli occhi, ma soprattutto col cuore. I concetti sono forse difficili da comprendere in tenera età, ma offrono una profonda riflessione alle coscienze dei “Grandi”. “
Portare sullo schermo “Il Piccolo Principe”, l’opera della letteratura francese più letta al mondo, da quando negli anni ‘40 fece la sua prima apparizione, era impresa da spaventare chiunque…, però Mark Osborne lo ha fatto molto bene, spruzzando la sua versione con un pizzico di benefica follia.” Roberto Nepoti LA REPUBBLICA.
“L’anno al cinema è cominciato con un disegno animato. Di classe. Alla base c’è uno dei più famosi romanzi per ragazzi del ‘900 “Il Piccolo Principe” il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry su cui hanno sognato commuovendosi, molte generazioni. E poi perché il regista americano Mark Osborne, si è valso delle tecniche più moderne per l’animazione di oggi, non solo la “computer graphic”, ma anche la “stop motion” con pupazzi animati ottenendo risultati sempre di una calda suggestione.” Gian Luigi Rondi IL TEMPO
Antoine de Saint-Exupéry nacque a Lione nel 1900 da una famiglia aristocratica: suo padre era un conte e sua madre una pittrice di talento. Pubblicò “Il Piccolo Principe” nel 1943. Come il narratore, anche Saint-Exupéry era pilota di professione. Ebbe un incidente in pieno deserto del Sahara nel 1935, fu ritrovato e salvato dagli indigeni. E’ un racconto autobiografico dunque, il bambino che incontra nel deserto è un’altra parte di se stesso che arriva dal pianeta dell’infanzia, per non dimenticare come di solito succede ai grandi. Il Piccolo Principe arrossisce, non risponde alle domande. “E quando si arrossisce, significa sì, vero?” dice Antoine de Saint-Exupéry. E’ probabile che abbia circa sei anni, la stessa età del narratore nel momento in cui gli adulti hanno scoraggiato la sua vocazione per il disegno, “convincendosi” a non vedere nient’altro che un cappello nel disegno del serpente boa che aveva ingoiato un elefante tutto intero.
Ma l’ex bambino aveva sempre conservato quel foglio, per non dimenticare a che punto la mancanza d’immaginazione degli adulti potesse essere grande e scoraggiante. “Ho bisogno di una pecora: disegnami una pecora” chiede il Piccolo Principe. Di fronte al disegno del narratore, una cassa rettangolare con tre buchi per respirare, il bambino dirà: “Questo è proprio quello che volevo”, la pecora del Piccolo Principe è là dentro.
Secondo l’autore Il Piccolo Principe è un libro per bambini che si rivolge agli adulti affinché non dimentichino di essere stati bambini!! “Addio” disse la volpe “ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. “L’essenziale è invisibile agli occhi” ripeté il Piccolo Principe per ricordarselo.
a cura di Francesca Cristofari
mamma di Jacopo e Jari