Vite connesse: perché abbiamo paura di “essere tagliati fuori”? 4 consigli per riportare il sereno in famiglia 

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Il mondo digitale può diventare un’arma a doppio taglio: l’essere sempre connessi ci espone a stress, sovraccarico di informazioni e, talvolta, alla cosiddetta FOMO -Fear of Missing Out- cioè la “paura di essere tagliati fuori".

Il termine fu coniato dall’imprenditore e studioso americano Patrick McGinnis per descrivere quello che vedeva accadere a lui e ai suoi compagni di corso: tutti a correre da un evento a un altro, con la paura di mancare a qualcosa di “imperdibile” e non stare al passo con gli altri. 

Questo contenuto? È Certificato!

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

Cosa hanno paura di perdere i nostri figli?

Ma è davvero tutto così importante e sensazionale fuori da noi e dalle nostre vite? I giovani, con la continua sovraesposizione mediatica, spesso fanno fatica ad accogliere la “normalità”. Tutto sembra eccessivamente “perfetto” nella vita degli influencer. Come mai la nostra realtà è così piatta, banale, talvolta noiosa e, a volte, anche disfunzionale?

Il sogno diventa quello di costruirsi un posto nel mondo simile a quello quotidianamente osservato sui social. Il divario che nella quotidianità può crearsi tra ciò che si vede e ciò che si vive può generare o incrementare preoccupazioni, sensazioni di solitudine e un senso di insoddisfazione nei confronti della propria vita. Di conseguenza, sono portati a prendere decisioni guidate da ciò che suggeriscono gli smartphone, piuttosto che basare le loro scelte sulla riflessione personale.

Se vuoi approfondire, può esserti utile leggere: “Fomo” e dipendenza dai social: hai paura di perderti qualcosa?

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Come riportarli alla realtà?

  1. Confrontiamoci: un dialogo aperto e una buona comunicazione tra genitori e figli fa tantissimo. Parlare, esplorare cosa accade nel mondo reale e nella rete, permette a noi adulti di venire a conoscenza del mondo dei giovani e a loro, di apprendere come gestire le tante situazioni con le quali si possono trovare a doversi confrontare.
  2. Gestiamo il tempo schermo: impostiamo insieme, a livello familiare, delle regole da rispettare in merito a quanto tempo – e in quali fasce orarie – si possono usare i dispositivi tecnologici per evitare che ci possano essere delle eccessive ripercussioni dal punto di vista cognitivo e sociale dei bambini e dei giovani.
  3. Scegliamo i contenuti: se da un lato il tempo è un fattore particolarmente importante, dall’altro ricordiamoci che sono i “contenuti” ad essere particolarmente diseducativi o nocivi per i nostri figli. La tecnologia può essere uno strumento educativo potente, quando utilizzata nel modo giusto. Ci sono app, giochi e piattaforme che promuovono l'apprendimento, la creatività e la collaborazione (vedi i giochi educativi dell’Associazione Bambini e Genitori), ma altre che possono invece influenzare negativamente l’emotività, la relazionalità e lo sviluppo psicosociale. 
  4. Creiamo dei momenti di offline: soprattutto durante i pasti e nelle ore precedenti il riposo notturno, impostiamo dei momenti condivisi da tutta la famiglia, lontano dai dispositivi tecnologici per rafforzare i legami.

Vuoi approfondire? Leggi anche: Conosci la regola del 3-6-9-12 per il benessere digitale dei bambini?

Conclusioni

In un mondo sempre più digitale e connesso, il nostro ruolo come genitori è cruciale per educare i figli a un uso consapevole e virtuoso della tecnologia. Non stiamo parlando infatti di demonizzare o bandire il digitale, ma di sfruttarne le potenzialità senza cadere nei suoi eccessi, riducendone i problemi connessi. Con un approccio equilibrato e una comunicazione aperta, possiamo aiutare i nostri figli a navigare nel mondo digitale in modo sicuro, consapevole e, soprattutto, benefico per il loro sviluppo e la loro felicità.

Tu cosa ne pensi? Se ti va, scrivimi pure qual è la tua personale esperienza in merito a queste tematiche. Sotto trovi tutti i miei contatti.

GIULIA DI SIPIO 
psicologa, consulente genitoriale, counselor e coach, responsabile spazio ascolto "Genitori"

CONTATTI web: giuliadisipio.it
Instagram: @giulia.di.sipio

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