L’ansia è un danno o è utile alle vite dei nostri figli? Ascoltiamo i consigli di Paolo Crepet

«L'ansia non è sempre negativa, è molto peggio l'indifferenza. Ciò che mi preoccupa piuttosto è la crescente incapacità di saper gestire le frustrazioni, che a volte finisce nello sfociare in comportamenti violenti».

Prendetevi la luna e Mordere il cielo (Mondadori) continuano a sbancare in libreria e Paolo Crepet, psichiatra, sociologo e colonna portante della Comunità Educante di Bambini e Genitori, il primo Ente NOprofit a sostegno delle famiglie, va ancora una volta controcorrente.

Professor Crepet, come legge il fenomeno dell’aumento dell’ansia fra le nuove generazioni?

«È il prodotto di un'educazione troppo accudente da parte delle famiglie, con genitori che si precipitano se un bambino cade anche quando è palese che non si è fatto niente o che si sostituiscono ai figli nel fare i compiti o lo zaino di scuola e che li accontentano anche nel desiderio di avere tutto subito. Questo atteggiamento, che non contempla la fatica, la conquista, l'attesa, ha creato ragazzi che non hanno gli anticorpi nei confronti delle sconfitte e delle frustrazioni perché ottengono quel che desiderano nel momento esatto in cui lo rendono noto. E così, appena si trovano soli davanti ad una sfida, tremano. Hanno paura. Il messaggio che tutto andrà bene è una terribile bugia perché la vita è fatta di continui ostacoli e inciampi ed è bene farsi le ossa e imparare a rialzarsi dopo una caduta o una delusione». A questo proposito, puoi approfondire leggendo: E’ giusto lasciare che i figli se la cavino da soli?


Ma l'ansia è davvero così negativa?

«Sinceramente, io non lo so perché ce l'hanno tutti così tanto con l'ansia. Non mi sembra un sentimento così sgradevole il mostrare impeto o trepidazione. Anzi, l'ansia è sicuramente meglio dell'indifferenza. Uno scrittore, un poeta, chiunque vuole o è in procinto di creare qualcosa è in ansia, un'ansia che non si placa nemmeno quando l'opera che si era immaginata è nata. E poi, sinceramente, chi è in ansia non perde mai un treno, arriva prima degli altri. Vi sembra disdicevole? Mi sembra molto più pericolosa l'atarassia, non provare alcuna emozione di fronte a quanto accade intorno, restare imperturbabili. Come fai a sperare che ci possa essere un futuro se sei indifferente alle cose che fai, se non provi quell'affanno tipico dello sforzo che ti porta a voler raggiungere qualcosa? L'ansia è un moto verso, un cercare e un inventarsi continuo. Stare fermi, in apparente equilibrio senza alcun fervore o partecipazione, è quasi contro la natura e contro la storia». Puoi approfondire leggendo: Seminiamo emozioni, diamo lezioni di sogni!

Cosa consiglia a un genitore che va in apprensione di fronte alle tempeste emotive del figlio?

«Di ricominciare tutto daccapo, di riavvolgere il nastro e tornare indietro con la macchina del tempo. Com'era lui o lei a quell'età? Da cosa ha imparato di più? Probabilmente da una sconfitta o da una fuga. E cosa ha fatto poi? Si è rialzato, è tornato. Questo deve fare un genitore: dare autonomia, aiutare il minore a farcela da solo, a non aver paura di cadere e spronarlo a provarci e riprovarci, mettendosi nei suoi panni ma non per fare le cose al posto suo. Spingere i propri figli a tornare a giocare, ma non davanti ad uno schermo. Ma a sporcarsi le mani, i pantaloni. Lasciarli andare, ad arrampicarsi su un albero, a prender freddo se si son dimenticati la sciarpa. Il gioco ha una particolarità: insegna a vincere, a perdere, ma anche a relazionarsi con gli altri e con delle regole e dei codici da condividere. La verità è che ad essere nevrotici oggi non sono i figli, ma i genitori». Se vuoi proseguire, può esserti utile leggere: I conflitti sono utili per la crescita dei figli?

Come si aiutano i genitori spaesati da una società troppo veloce e competitiva e, proprio per questo, più violenta?

«La genitorialità va sostenuta. Facendo rete sul territorio, con le istituzioni e come fate voi con l’Associazione Bambini e Genitori, soprattutto fra famiglie, ricreando il concetto di villaggio dove l'educazione è condivisa, allargata e non solo appannaggio di mamma e papà, che purtroppo sempre più spesso soffrono, anche i più pedagogicamente competenti, di solitudine».

ALESSANDRA TESTA
giornalista, direttrice responsabile Rivista Etica "Genitori"

CONTATTI e-mail: redazione@bambiniegenitori.it

Le riviste etiche da leggere e ascoltare

👉 sfogliale

Vuoi ricevere contenuti eXtra per semplificare il tuo educare?

Li ricevi a casa per 1 anno in MAXI-FORMATO con tutti i numeri delle riviste etiche Genitori + Nipoti&Nonni


TI È PIACIUTO? Allora, seguici: ti rafforzi!
Vai su Instagram, lascia un 🧡 e partecipa alla Community Etica per famiglie di "Bambini e Genitori" che semplifica il tuo educare.

L'HAI TROVATO UTILE? CONDIVIDILO! 👇 USA I PULSANTI QUI SOTTO