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La “dipendenza da schermo” non conosce confini di età, lingua o classe sociale.
È essenziale conoscere l'impatto della tecnologia sulla salute mentale dei nostri figli, per svolgere il nostro compito genitoriale al meglio. Per “schermi” intendiamo computer, televisori, cellulari, tablet e videogiochi che attraggono tanto da farci disconnettere dalla realtà circostante.
A tutti è capitato di non accorgersi del tempo passato a scorrere sui propri smartphone, ad esempio. Secondo il Global Digital Report, le persone spendono davanti agli schermi 6,37 ore di media e in alcuni Paesi si arriva fino a 9 ore al giorno. E purtroppo questa tendenza è in costante crescita.

Questo contenuto? È Certificato!
Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.
Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!
Cosa succede al nostro cervello quando usiamo gli schermi?
Il cervello può seguire tre percorsi:
- Il sentiero verde: è caratterizzato da calma e concentrazione.
- Il sentiero rosso: è associato a stress e reazioni emotive forti.
- Il sentiero blu: si manifesta quando il cervello, sovraccarico, cerca disconnessione e dissociazione.
Che consapevolezza abbiamo noi genitori?
Non è solo una questione di quanto tempo noi genitori passiamo sugli schermi, ma anche quanto tempo concediamo ai nostri figli, magari credendo che non ci sia nulla di male. A questo proposito, puoi approfondire leggendo: Come sfruttare il cellulare per farci “stare bene”?
Se è nostro figlio a chiederci del “tempo schermo”, riflettiamo su come è iniziato tutto. Glielo abbiamo offerto noi in passato per calmarlo o distrarlo? O per intrattenerlo?
Non è un obbligo educativo intrattenere i nostri figli. Al contrario. La noia regala loro momenti vuoti che possono riempire con la loro fantasia (e non con quella di chi ha creato un videogioco o un cartone animato). Ricordando la nostra infanzia, anche noi troveremo dei momenti vuoti, che ci hanno permesso di imparare ad usare la creatività per passare il tempo: giocare da soli, disegnare, leggere, inventare, fantasticare…
Ma perché i bambini vogliono il cellulare?
Per due motivi basilari: perché lo conoscono bene e perché tutti lo usano, in primis i genitori. Ma questo desiderio dei bambini è il sintomo di una carenza di alternative… Ad esempio capita spesso che cellulari, televisori e tablet siano più accessibili dei propri giocattoli, ordinatamente riposti negli armadi in cameretta.
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Come trovare soluzioni efficaci?
- Forniamo ai nostri figli materiali creativi per ritagliare, modellare, ecc…
- Creiamo “spazi di gioco” accoglienti e adatti a ogni età.
- Usiamo il “tempo schermo” al meglio.
- Alterniamo il “tempo schermo” a momenti senza: durante i pasti, in auto, mentre si parla...
I “momenti senza” possono essere usati per condividere pensieri, inventare giochi, cucinare insieme, oppure semplicemente scoprire il mondo che ci circonda. Promuovere incontri reali e memorie affettive è importante per tutti, non solo per i bambini… Anche se inizialmente può essere impegnativo, con il tempo diventerà facile.
Facilitiamo il compito: meno schermi ci sono in giro, più i bambini troveranno modi per distrarsi e divertirsi da soli; teniamo quindi schermi e telecomandi fuori dalla loro portata.
Nell’uso del “tempo schermo” la qualità dei contenuti è cruciale. Nessun social è adatto ai bambini, poiché i contenuti possono essere dannosi. Scegliamo applicazioni educative e giochi di logica. Lo stesso vale per la TV: programmi come “Chiedi agli StoryBots” su Netflix, “Bluey” su Disney Plus o “Numberblocks” su Amazon Prime Video combinano insegnamento e divertimento. Ma ce ne sono tantissimi anche su RaiPlay e gli altri canali in chiaro, senza dover acquistare la TV a pagamento.
E dopo cena?
È il momento della giornata più difficile, perché noi genitori siamo stanchi, più vulnerabili e la tentazione di metterli davanti ad uno schermo per avere un po’ di pace è forte. Ma se vogliamo dormire la notte evitiamo, perché gli schermi emettono una particolare luce blu che interferisce con la produzione di melatonina, l'ormone del sonno. Perché riescano a dormire bene (e noi con loro!) è importante che i bambini abbiano almeno 90 minuti prima di addormentarsi senza forti stimoli e luce blu.

RAFAELA FUCCIO
parent coach specializzata in intelligenza parentale, riprogrammatrice parentale INPAR
CONTATTI web: rafaelafuccio.com
instagram: @genitori_cervellotici
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