Il freddo è tornato e, immancabili e indesiderati, ritornano i nasini rossi, che colano, tosse e raffreddore.
Sono mali quasi sempre innocui e comuni, soprattutto tra i piccoli che purtroppo hanno più difficoltà degli adulti a liberare le vie aeree dal muco, questo perché neonati e bambini molto piccoli non sono ancora in grado di eliminarlo soffiando il naso e la tromba di Eustachio, via di drenaggio del muco, che collega il naso con l’orecchio medio, nel bambino è più orizzontale che nell’adulto, quindi il drenaggio diventa più lungo e complesso.
Per questo un raffreddore nel bambino dura di più. La terapia manuale interviene sul terreno di sviluppo di raffreddore, sinusite, otite, evitando il ristagno del muco e seguenti recidive.
Il collegamento strutturale tra naso, occhio e orecchio fa sì che da un banale raffreddore si possa passare a una congiuntivite o a un’otite. La prevenzione è importante, insegnare ai bambini a lavarsi le mani soprattutto prima di mangiare ed effettuare i lavaggi nasali quotidianamente in caso di inizio di raffreddore.
Il passaggio dal canale uterino, cadute o urti di vario genere possono alterare i rapporti strutturali tra le ossa del viso e del cranio, creando zone più compresse dove il drenaggio diventa difficile e la difficoltà ad espellere il muco aumenta.
Così, ad esempio, un bambino con il lato destro che è stato più compresso durante il parto e non si è sistemato, svilupperà più otiti nell’orecchio destro.
In linea generale, gli ambienti chiusi aumentano il rischio di ammalarsi, le stanze vanno arieggiate spesso e i bambini devono giocare all’aperto anche se le giornate sono umide, giocare fuori limita il rischio di contagio del raffreddore e fluidifica i muchi.
La terapia manuale lavora attraverso il drenaggio dei liquidi, quindi dei muchi, sia nelle strutture interessate che a distanza, migliora la pervietà delle vie aeree ed ha effetti benefici sulle patologie respiratorie, grazie al miglioramento del movimento della cassa toracica e all’eliminazione delle tensioni muscolo-fasciali nella regione cervicale e del torace.
L’intervento del fisioterapista pediatrico è delicato e preciso, lavora esattamente sulla zona che comprende naso-faringe, tromba di Eustachio e struttura dell’orecchio interno, sia a contatto con il viso, sia dall’interno del cavo orale per lavorare sul cranio.
È un tipo di intervento adatto anche all’adulto che è spesso congestionato da raffreddore e sinusite.
cura dott.ssa Federica Cevenini
fisioterapista neonatale e pediatrica