L’allergia è una manifestazione clinica che può coinvolgere diversi apparati, dovuta a una risposta esagerata e dannosa del sistema immunitario a sostanze normalmente innocue e ahimè, anche i nostri amici animali possono essere fonte di problemi. I più coinvolti sono quelli che vivono negli ambienti domestici: gatti, cani, criceti, conigli o che entrano a contatto con l’uomo per motivi di lavoro e sport, come topi, cavie o cavalli, per chi lavora nei laboratori di ricerca o pratica equitazione.
Il contatto diretto con l’animale può non essere necessario per scatenare la reazione allergica poiché gli ambienti dove l’animale soggiorna sono di per sé contaminati. Nelle case, gli allergeni possono essere rilevati nella polvere domestica e nell’aria; inoltre, trasportati a scuola e nei luoghi di lavoro da abiti e capelli, possono contribuire a nuove sensibilizzazioni in compagni di classe e colleghi di lavoro già affetti da altre allergie di tipo respiratorio (come quelle derivanti dai pollini e dagli acari della polvere) causandone la sensibilizzazione anche verso gli animali.
Il più importante allergene del gatto (Fel d1), tra i più coinvolti nelle reazioni allergiche, viene prodotto in quantità maggiori dai gatti maschi, particolarmente da quelli non castrati; dalle cellule sebacee si deposita sull’epidermide, sui peli e passa nell’aria sottoforma di piccole particelle (2-5 micron) che inalate possono raggiungere le vie aeree più basse. Tali particelle sono quindi potenzialmente capaci di scatenare non solo sintomi oculari e a carico delle cavità nasali, ma anche episodi di asma bronchiale.
Gli amanti degli animali che sono affetti da allergia all’epitelio di gatti e cani non devono però disperare!
Possono sottoporsi a un percorso di desensibilizzazione attraverso la somministrazione di un’immunoterapia allergene specifica con l’obiettivo di ridurre lo stato di ipersensibilità del sistema immunitario: attraverso una rimodulazione della risposta immune s’instaura una nuova tolleranza verso questi allergeni riducendo sensibilmente le manifestazioni cliniche ad essi correlati.
A questo si possono associare alcune misure d’igiene corrette per minimizzare l’esposizione agli allergeni in casa al fine di migliorare la convivenza e salvaguardare la relazione affettiva instaurata con l’animale domestico. Occorre precisare tuttavia che l’efficacia di tali misure non sono state ancora dimostrate da studi rigorosi.
L’allontanamento del nostro amato animale e la relativa igienizzazione definitiva degli ambienti rimangono le ultime possibilità da percorrere per risolvere il problema dell’allergia.
a cura dott. Pietro Galati
medico chirurgo specialista in allergologia e immunologia clinica