La difficoltà maggiore per un celiaco oggi, non è trovare degli alimenti che siano privi di glutine, ma piuttosto alimenti che siano biologici e integrali.Molti bambini celiaci che arrivano nel mio studio sono sovrappeso o hanno problematiche di pelle, allergie, problemi intestinali, intolleranze, ecc...
Non basta eliminare il glutine dalla dieta, ma è fondamentale che ci sia qualità nel cibo che si propone
Sono celiaca anch’io dalla nascita e ho sempre sentito parlare della celiachia come una “malattia”. Oggi posso permettermi di dire che la celiachia non è una malattia, è piuttosto una “condizione”: le malattie si curano con farmaci, la celiachia si cura con il cibo! Ecco perché gran parte del mio lavoro consiste nel fornire strumenti per una corretta educazione alimentare.
Se andiamo a curiosare tra i cereali concessi ai celiaci e quelli consigliati dai protocolli sanitari “ufficiali”, noteremo che l’assunzione quotidiana dei cereali consiste principalmente in paste aproteiche senza glutine, biscotti o miscugli di fecola di patata, amido di riso, amido di mais, farina di soia digrassata, isolato proteico di pisello, emulsionante E 471, semi di guar, carragenani, oli idrogenati di pessima qualità e spesso ricchi in zucchero bianco o peggio ancora, sciroppo di glucosio fruttosio.
Tutto questo è incoerente con una sana “dieta senza glutine” poiché i cibi raffinati e pieni di zuccheri sono estremamente “pro infiammatori” per tutti gli intestini, e ancora di più per l’intestino del celiaco. Pochi sanno della grande differenza tra cereale in chicco integrale e cereale raffinato (o bianco). Si può spaziare ad esempio in cereali senza glutine come miglio, grano saraceno, teff, sorgo, quinoa, amaranto...
Ma non è solo un problema di aziende alimentari, business ecc, a volte, è l’atteggiamento dei familiari che peggiora la condizione del celiaco: credendo di donare affetto al bimbo che, “poverino, non può mangiare tante cose” spesso genitori e nonni lo rimpinzano di prodotti da forno, dolciumi, patatine in busta, o altri prodotti che si trovano nel prontuario AIC… sicuramente sono senza glutine, ma decisamente deleteri per la salute del bambino, se consumati spesso. L’aspetto “emozionale” è da tenere in netta considerazione ma non si vince “permettendo” al bimbo di mangiare qualsiasi cosa.
Il genitore non deve dimenticarsi che quel bimbo, più degli altri, merita attenzione dal punto di vista della QUALITA’ alimentare. I prodotti speciali senza glutine, forniti dalla farmacia e dalle industrie dovrebbero avere un ruolo minore nella dieta del celiaco abituandosi a comprendere l’importanza di non vivere con “surrogati”. Mi auguro che una positiva e corretta informazione possa portare l’uomo di oggi e del domani (i nostri figli…) a scelte alimentari consapevoli e benefiche per tutti.
a cura dott.ssa Alessandra Cremonini
biologo nutrizionista, etologo alimentare, naturopata,
esperta in alimentazione psicosomatica