Quali effetti ha il digitale sull’autostima dei figli? 3 miti da sfatare per genitori di adolescenti

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L’autostima è come una casa in costruzione: cresce, si modella, a volte vacilla, plasmata da esperienze, relazioni e sfide quotidiane.

In preadolescenza e adolescenza, il mondo interiore è in continuo movimento. La crescente richiesta di autonomia, la necessità di riconoscere i propri limiti e potenzialità, il confronto con i pari e il supporto degli adulti, diventano elementi fondamentali nel processo di crescita. Ma la fiducia in sé stessi si sviluppa anche attraverso la gestione delle responsabilità, che con il tempo diventano sempre più numerose e decisive per la maturazione personale.

Questo contenuto? È Certificato!

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

Le tecnologie digitali minano l’autostima dei figli?

In passato, l’acquisizione dell’autostima avveniva con un’educazione parentale che favoriva una progressiva indipendenza. Lontano dal controllo dei genitori, l’adolescente imparava a gestire le proprie scelte e a prendersi la responsabilità delle conseguenze, sviluppando autocontrollo e fiducia in sé. Questo percorso favoriva l’interiorizzazione di regole e valori: i limiti imposti dai genitori diventavano gradualmente confini autoimposti, grazie all’educazione basata sul dialogo e, talvolta, discussioni. Questo scambio costante aiutava i ragazzi a socializzare e a prepararsi alla vita adulta.

Oggi lo scenario è cambiato. Smartphone e social sono entrati nella quotidianità, ridefinendo gli equilibri. Spesso i genitori li usano come strumenti di monitoraggio, una sorta di collare elettronico. Questa educazione che privilegia il controllo anziché la fiducia indebolisce il senso di responsabilità e inibisce la conoscenza dei propri limiti e punti di forza.

Il rischio? Un blocco dello sviluppo dell’autostima. A dimostrarlo sono strumenti come:

  • il registro elettronico di classe;
  • parental control e family locator;
  • profili social e chat tra genitori.

Paradossalmente, molti adulti sono favorevoli a una legge che limiti l’uso dei social media fino ai 16 anni, ma pochi rinuncerebbero allo smartphone per i figli sotto i 14, per non perdere il contatto con loro. Questa iperconnessione ostacola la crescita dell’autonomia. Quando il controllo prende il posto del dialogo e persino del naturale scontro tra genitori e figli, i ragazzi faticano a sviluppare le competenze essenziali per affrontare la vita adulta.

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Le tecnologie digitali supportano l’autostima dei nostri figli?

Se utilizzate con equilibrio, possono svolgere un ruolo positivo. Numerose ricerche dimostrano che:

  • i social media favoriscono i legami nei periodi di lontananza;
  • offrono opportunità per creare nuove relazioni in contesti diversi;
  • gli adolescenti con una rete sociale solida offline, tendono a utilizzare i social in modo costruttivo, rafforzando il loro senso di appartenenza e autostima.

I ragazzi vivono gli amici e i pari come fossero un pubblico che osserva e condiziona la loro percezione di sé. E le reazioni degli altri influenzano profondamente la loro autostima.

I social amplificano il pubblico con cui confrontarsi e moltiplicano i modelli da seguire, con conseguenze non sempre positive. Tuttavia, il digitale è parte integrante della realtà e impedire agli adolescenti di parteciparvi non è la soluzione. Può esserti utile leggere: L’Intelligenza Artificiale: un nuovo compagno di classe per i nostri figli?

Dunque, cosa fare?!

La chiave sta in un’educazione all’uso consapevole della tecnologia, che aiuti i ragazzi a evitare un utilizzo disfunzionale – ad esempio, come rifugio per colmare una bassa autostima – e permetta ai genitori di sostituire il controllo con il dialogo. L’educazione deve guidare i ragazzi in un percorso di crescita che li porti dal controllo esterno, imposto dagli adulti, a un controllo interno, fondato sull’autodisciplina. Questo passaggio è essenziale per trasformare una motivazione estrinseca, basata su regole e rinforzi, in una motivazione intrinseca, radicata nella consapevolezza e nell’autodeterminazione.

Solo lasciando ai ragazzi lo spazio per sbagliare, permettiamo loro di crescere. Solo fidandoci di loro, li aiutiamo a fidarsi di sé stessi.

E se vuoi proseguire, puoi leggere: Adolescenti & smartphone: come risolvere i conflitti che si scatenano in famiglia?

ELVIS MAZZONI
Professore associato dipartimento di psicologia Università di Bologna. Co-fondatore del progetto di benessere digitale “Diversamente Digitali”

CONTATTI telefonici: 335.658.69.66
web: unveilconsulting.com

STEFANIA CARDINALI
esperta di comunicazione digitale, business developer Univeil consulting

CONTATTI LinkedIn: Stefania Cardinali
tel. 351.303.49.07

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