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“Per chi non si stima il successo vale zero e l’insuccesso vale doppio”. Giorgio Nardone
L’autostima è uno degli elementi fondamentali per la crescita equilibrata e serena di una persona… e dunque di un bambino. Condiziona in modo determinante la nostra vita e come percepiamo il mondo. La sua assenza può perfino diventare patologica.

Questo contenuto? È Certificato!
Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.
Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!
Ma cosa significa la parola “autostima”?
Autostima significa "valutazione di sé": una dimensione del tutto soggettiva, ma fondamentale. Tra le diverse opinioni che alimentano o decrementano la nostra autostima, ce ne sono alcune prettamente legate “agli altri” ed altre a noi stessi. Due sono le principali:
- Piacersi: tanto più le persone che sono importanti per noi ci apprezzano e sostengono, tanto più noi sviluppiamo un’idea positiva di noi e della nostra persona. A partire dai primi anni di vita.
- Il saper fare, comunemente detto “autoefficacia”: saper raggiungere i risultati per noi importanti è fondamentale perché si viluppi nel tempo un’immagine positiva ed efficace.
Queste due opinioni, distinte ed entrambe fondamentali, non possono essere né scisse, né ignorate e sono fortemente connesse con tutte le nostre esperienze di vita e relazioni. Potremmo dire che questo è l’aspetto sfaccettato dell’autostima.
Un altro aspetto interessante è quello che potremmo invece definire multilivello: esiste infatti un’autostima di base che rappresenta il plusvalore o disvalore che noi attribuiamo a noi stessi e, parallelamente, un’autostima direttamente proporzionale a quello che viviamo nel quotidiano.
Questo è un aspetto cruciale, perché ci aiuta a comprendere il perché tantissime persone con un’autostima di base bassa, fanno fatica ad apprezzare e godere delle esperienze positive della loro vita, ed è sufficiente un piccolo insuccesso per farle precipitare in uno stato di intenso disagio.
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Quali sono i falsi miti legati alla stima di sé?
- Pensare che l’autostima sia qualcosa di genetico. Non è qualcosa con cui nasciamo, ma è un processo di continua e costante costruzione.
- Non esistono ricette standard valide per tutti. Esistono dei principi generali, ma ciascuna persona deve trovare la sua formula segreta per fortificare la sua autostima di base e potenziare la sua autostima quotidiana.
- Pensare che i complimenti altrui – i like sui social - siano sufficienti a far crescere la nostra autostima. È necessario sì il sostegno, l’approvazione, la rassicurazione degli altri, ma anche il “fare esperienza” e lavorare per raggiungere i propri obiettivi. A questo proposito, ti potrebbe interessare guardare: Perché rimandiamo fino a mollare i nostri obiettivi?
- Buttarsi a capofitto in ogni sfida – anche più grande di noi o di scarso interesse. Fare esperienze è importante, ma altrettanto fondamentale è ricordarsi che non dobbiamo dimenticare i nostri valori, le nostre priorità e come anche in altri ambiti della nostra vita, occorre prendere delle decisioni e fare delle scelte.
In questa ottica, avere dunque una buona autostima significa sentirsi degni di amore e rispetto, avere fiducia nelle proprie capacità e affrontare le sfide con resilienza.
Come aiutare i figli a sviluppare una solida autostima?
Spesso una delle problematiche più discusse è la paura di contribuire, in qualità di adulti, a far sì che i nostri bambini sviluppino:
- troppa autostima (sfociare nell’arroganza)
- poca autostima (non avere fiducia nelle proprie capacità).
In questa oscillazione, una prima considerazione che potremmo fare è: come ogni aspetto della nostra vita, anche questo è importante equilibrarlo e regolarlo. Non si passa da un eccesso all’altro in un attimo! Purtroppo credere in sé stessi e nelle proprie capacità, stimarsi, non è un dono che possiamo fare, ma un seme – se così possiamo chiamarlo – che possiamo insegnare a coltivare ogni giorno attraverso scelte consapevoli e capacità nel riconoscere il proprio valore. Sostenere i nostri figli in questo percorso significa aiutarli a sviluppare fiducia in sé stessi, equilibrio e resilienza. Un dono che li accompagnerà per tutta la vita. E se vuoi proseguire, può esserti utile leggere: Qual è il compito dei genitori d’oggi nell’educare i figli alla vita?

GIULIA DI SIPIO
psicologa, consulente genitoriale, counselor e coach, responsabile spazio ascolto "Genitori"
CONTATTI web: giuliadisipio.it
Instagram: @giulia.di.sipio
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